IL CASO DEL LUOGOTENENTE VOZA, INVITO AI LETTORI DEL SITO FICIESSE: COME DOVREBBERO COMPORTARSI, SECONDO VOI, SUPERIORI E COLLEGHI QUANDO UN FINANZIERE E’ INDAGATO?  – di Giuseppe Fortuna (27 gennaio 2014)

ficiesse2[1]La lettera del Luogotenente Voza che abbiamo pubblicato oggi  sul sito di Ficiesse (http://www.ficiesse.it/home-page/8193/la-mia-divisa-non-ha-macchie—di-angelo-voza) racconta il calvario di un appartenente alla Guardia di finanza che, avendo eseguito con scrupolo il proprio lavoro (e probabilmente proprio per questo), è stato oggetto di atti ritorsivi da parte di chi era stato sottoposto ai controlli.

Si tratta – è vero -, come si dice in questi casi, di un “rischio del mestiere”. E quello dei finanzieri operativi è certamente un mestiere difficile e molto delicato. 

Ma la lettera di Angelo Voza riesce, nella sua mirabile essenzialità e dignità, a far comprendere quanto pesi, a chi è già impegnato a calmare sé stesso e la propria famiglia, a raccogliere le idee, a non fare errori, a trovare energie (e risorse economiche non trascurabili) per la difesa, quanto pesi, dicevamo, riuscire anche a sopportare l’essere accantonati, esclusi ed evitati da colleghi, collaboratori e superiori. 

Insomma, quando ti trovi in situazioni del genere l’ambiente in cui vivi e ti riconosci tende quasi sempre ad emarginarti: “Se lo stanno indagando, qualche cosa ha fatto!”

Questo è quanto è accaduto al Luogotenente Voza, nonostante un servizio iniziato in Sicilia negli anni ottanta come caposcorta del giudice antimafia Palermo e proseguito su e giù per lo Stivale sempre da operativo. 

Siamo felicissimi, quindi, di far sapere ai tanti finanzieri che ci seguono cosa è successo davvero e ribadire che Angelo Voza è una persona per bene che ha sempre lavorato con serietà e rigore assoluti.  

Ma l’Autore della lettera certamente non si dispiacerà se approfittiamo del suo caso per rivolgere ai nostri lettori, e in particolare a quelli che hanno conosciuto, anche solo da spettatori, vicende della medesima natura, magari finite in modo meno felice, alcune DOMANDE CHE CI STANNO MOLTO A CUORE. 

Eccole: c’è, o non, secondo voi, qualcosa da cambiare nel Corpo quando un finanziere, di qualunque grado, si trova indagato? Come si dovrebbero comportare in questi casi colleghi e superiori? E’ possibile, e come, coniugare in una pubblica amministrazione, ancor più se deputata al controllo di imposte e tasse, rigore e solidarietà?

Fateci sapere che ne pensate e raccontateci le esperienze che conoscete scrivendo a sportellocorruzione@ficiesse.it.

 

GIUSEPPE FORTUNA, Segretario generale Ficiesse, giuseppefortuna@hotmail.com

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