PLASMONI BINARI VIVI E I BINARI MORTI CHE HA DAVANTI A FICIESSE – di Giuseppe Fortuna (13 marzo 2014)

Alessio, che saluto, ha postato nel gruppo Facebook di Ficiesse il seguente messaggio: “Sono giorni difficili e molti soci sono confusi e vorrebbero capire che cosa stia accadendo…. Cerchiamo di chiarirci serenamente…. Credo che se permane questa situazione si potrebbe considerare la convocazione di un Congresso straordinario“.

Cerco di dare il mio punto di vista in poche righe partendo da una notazione contenuta nell’intervento a firma degli amici Taverna, Tisci e Germi che abbiamo pubblicato l’altro ieri sul sito. Che cioè Ficiesse sarebbe stata portata, dalla Segreteria nazionale di cui sono responsabile, “su un binario morto”.

Mi sembra che la realtà sia completamente diversa. Come vediamo tutti noi tutti i giorni, infatti, all’interno della Guardia di finanza Ficiesse non è mai stata così forte, autorevole e rispettata come oggi.

Da dove viene questa forza?

Viene proprio da quella caratteristica che Eliseo, Carlo e Daniele vorrebbero eliminare. Viene, cioè, dall’essere ORGANIZZAZIONE CIVICA, cioè un’associazione che svolge le “attività di interesse generale” grazie alle quali Ficiesse è tutelata, garantita e riconosciuta al massimo rango delle fonti, cioè dall’articolo 118, ultimo comma, della Costituzione, norma che non esisteva nel 1999, quando siamo nati, perché introdotta nel 2001 con la riforma del Titolo V.

Se siamo forti, quindi, e se siamo in grado di incidere così tanto sulla realtà lavorativa dei finanzieri è proprio perché in tutti questi anni siamo stati ben attenti a NON FARE quello che ora sorprendentemente propongono Eliseo, Daniele e Carlo.

Non ci siamo cioè dedicati soltanto “alle problematiche che attengono i finanzieri” e soltanto a chiedere il sindacato o l’associazionismo professionale per i finanzieri (cosa che pure abbiamo fatto, facciamo e continueremo a fare perché riteniamo sia nell’interesse dei cittadini e del paese), ma abbiamo svolto anche attività di interesse generale, principalmente sui grandi temi (indicati fin dall’origine dal nostro Statuto) dell’affidabilità democratica delle forze armate e di polizia, della prevenzione e repressione dell’evasione fiscale, dell’efficienza, qualità e produttività della pubblica amministrazione e dell’anticorruzione.

Dov’è allora che non siamo riusciti? E perché le mie dimissioni dalla carica di segretario generale?

Non siamo ancora riusciti a fare quello che l’ultimo Congresso nazionale di Ficiesse ci ha ordinato: seminare le nostre idee nella società civile e nella politica per assumere il ruolo di “informatore esperto” della collettività e di interlocutore responsabile delle istituzioni.

E quel che è più grave è che non ci stiamo riuscendo proprio ora che, col cambio di governo e con tutto quello che sta succedendo nel paese, delle nostre idee e proposte c’è in Italia vitale bisogno.

Ci conviene, quindi, come propongono i nostri tre amici, rivedere la nostra natura di organizzazione civica e interessarci soltanto dei problemi dei finanzieri? Secondo noi, assolutamente no, perché è chiaro che in questo modo l’Associazione perderebbe del tutto anche la sua forza eccezionale forza all’interno della Gdf e quasi certamente finirebbe per spegnersi

Noi crediamo invece che si debba agire, con “calma e gesso”, nelle tre fasi che indico appresso sinteticamente.

Prima fase. Riuscire a dare un FORTE ALLARME alla “nostra Gente” per avvisarla che o ci mobilitiamo tutti insieme, e adesso, per riuscire a portare, adesso, le nostre idee e proposte all’attenzione della società politica e della società civile oppure non sarà più possibile raggiungere il nostro “oggetto sociale” e non potremo evitare che gli uomini e le donne della Guardia di finanza subiscano sulla propria pelle riforme pesanti e dolorose concepite da e per altri.

Seconda fase. Eleggere al direttivo del 29 marzo una NUOVA SEGRETERIA NAZIONALE con segretari (molto più giovani del sottoscritto) nei quali la stragrande maggioranza della “nostra Gente” si possa riconoscere per poter procedere a iniziative di mobilitazione.

Terza fase. Decidere e procedere con INIZIATIVE DI MOBILITAZIONE che consentano all’Associazione di far conoscere le sue idee e farle “germogliare” all’esterno del mondo Gdf.

La prima fase è stata completata, un allarme fortissimo è stato gettato, come dimostrano le discussioni fiorite anche nel nostro gruppo Facebook, e ora speriamo nel successo delle altre due.

Quindi, tranquilli amici, nessuna smobilitazione di Ficiesse, nessun arretramento, nessun binario morto. Certo, la strada è in salita ed è molto difficile per noi come per tutti gli italiani. Ma se procediamo in questa direzione riparte il sito, riparte il forum (magari – perché no? – torna anche la forma anonima), parte il nuovissimo e fortemente innovativo Sportello anticorruzione “Dillo a Ficiesse” e lo Sportello Etp e salgono ancor più su di giri, e di molto, i nostri motori.

Se invece si deciderà di seguire l’idea – che assolutamente rispetto – auspicata da Carlo Germi, Eliseo Taverna e Daniele Tisci, cioè di cessare di essere organizzazione civica per pensare soltanto ai lavoratori della Guardia di finanza, non solo Ficiesse non farà il salto di qualità che serve per conseguire le sue finalità statutarie, ma perderà anche il grande rilievo interno al Corpo che ha ora.

E comunque il cambio di natura e di linea politica lo potrà decidere, come giustamente evidenziato da Alessio, soltanto un congresso straordinario.

Secondo me, gliela facciamo :-)

 

GIUSEPPE FORTUNA

Segretario generale Ficiesse

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