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SINTESI DELLA RELAZIONE INTRODUTTIVA DI GIUSEPPE FORTUNA AL DIRETTIVO NAZIONALE FICIESSE DEL 29 MARZO 2014: “I TRAGUARDI RAGGIUNTI DA FICIESSE E LA SCOSSA (NECESSARIA) DELL’OPERAZIONE CAMBIO PASSO” – di Giuseppe Fortuna (18 aprile 2014)

Lo Statuto di Ficiesse si apre con l’affermazione, all’articolo 1, comma 1, che l’Associazione è <<organizzazione civica ex articolo 118, ultimo comma, della Costituzione>>. Cosa dice il 118?  Dice che: <<Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà>>.

C’è, quindi, nel nostro ordinamento:

1) una tutela di rango costituzionale in favore delle associazioni di cittadini – comunemente dette “organizzazioni civiche” – che svolgono e purché svolgano attività di interesse generale e non attività non di interesse particolare, cioè non di singoli soggetti o di singole categorie (come, ad esempio, gli appartenenti alla Gdf);

2) un obbligo dello Stato, e quindi di ogni pubblica amministrazione, compreso il Ministero dell’economia e la Guardia di finanza, a “favorire l’iniziativa” autonoma (cioè del tutto libera e indipendente) di tali “organizzazioni civiche” svolta a fini di interesse generale.

È importante avere chiaro, perciò, che se Ficiesse si impegna (e finché si impegna) in attività svolte nell’interesse di tutti i cittadini e del paese nei settori di sua competenza statutaria e non di singole categorie di lavoratori:

– è certamente escluso che possa essere qualificata come associazione professionale;

– la sua attività è riconosciuta e tutelata al più alto del sistema delle fonti;

– ha titolo, riconosciuto dalla Costituzione, a essere ricevuta, ascoltata e “favorita” dai vertici dello Stato (compresi il ministro dell’economia e il comandante generale della Guardia di finanza).

La posizione descritta è stata accolta formalmente dal IV Congresso nazionale Ficiesse, è diventata la prima affermazione dello statuto ribadita ed è stata ribadita con esemplare chiarezza nel “Documento finale del IV Congresso nazionale Ficiesse“.

Negli ultimi anni Ficiesse ha conseguito numerosi successi all’interno della Guardia di finanza, è diventata punto di riferimento, sia informativo e che di opinione, per un gran numero di appartenenti al Corpo, specialmente quelli più attivi e propositivi, ed è riuscita a guadagnare notevolissimo prestigio e autorevolezza a tutti i livelli dell’Amministrazione – compresi i più elevati – per le sue proposte e le sue innovative, chiare, coerenti e non di rado coraggiose prese di posizione.

Le idee di Ficiesse, così, hanno “contaminato” positivamente l’intero ambiente Gdf e lo hanno fatto crescere molto, come dimostrano, tra l’altro:

–  le posizioni d’avanguardia assunte dal Cocer dei Finanzieri, che è diventato a sua volta punto di riferimento per tutte le altre Sezioni nell’ambito “interforze”;

–  il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, presentato da 400 Finanzieri in servizio, gran parte dei quali (e in particolare i promotori) iscritti a Ficiesse;

–  il totale successo dell’iniziativa denominata “Encomi facili in Gdf”, in cui il pubblico ministero militare procedente, a seguito della fortissima mobilitazione dell’Associazione per la violazione del diritto di critica e di libera manifestazione del pensiero, con articoli pubblicati sulla stampa nazionale e una raccolta di fondi tramite il sito, ha fatto una vera e propria “inversione a U” e chiesto, dopo due anni e mezzo di indagini, l’archiviazione del procedimento;

– il convegno di giugno 2013 sulla legalità economica organizzato da Cgil e Ficiesse e al quale il Comando generale del Corpo –  cosa mai avvenuta in precedenza per un’iniziativa promossa dall’Associazione – ha inviato come relatore il Capo Ufficio Tutela economia, colonnello Arbore.

L’Associazione, quindi, Incide all’interno del Corpo con grandissima e sempre maggiore efficacia azionando un complesso davvero notevole e ormai ampiamente sperimentato di LEVE: dalla tutela individuale di conciliazione attraverso i “Ficiessini” presenti ormai in tutti i Consigli della rappresentanza militare di tutta Italia e attraverso la rete di contatti informali ma diretti con i comandanti del Corpo di ogni livello (compreso il Comando generale), alla “leva giudiziaria” grazie agli avvocati de La Rete Legale (che ha fatto abbassare di molto per i Finanzieri i costi per agire in giudizio a tutela dei propri diritti e interessi), alle “azioni parlamentari” attraverso le interrogazioni presentate da deputati e senatori, alla “leva mediatica” attraverso un sito internet che supera i 45mila e in alcuni mesi tocca i 65mila utenti unici e, da qualche tempo, con i sempre più numerosi contatti sui social network, in particolare su Facebook dove il “Gruppo Ficiesse” sta per raggiungere i 3mila followers.

Viceversa, l’Associazione ha ancora difficoltà rilevanti su almeno due fronti.

Il primo è quello della penetrazione delle sue idee nella società civile, dove l’Associazione è praticamente sconosciuta e le sue proposte non vengono neppure notate.

Il secondo è quello della debolezza strutturale e funzionale di molte sezioni territoriali, gran parte delle quali sono sostanzialmente inattive.

Una notazione va fatta anche sull’andamento delle nuove iscrizioni e dei rinnovi delle quote annuali. Come risulta dalla tabella che segue: il 2010 è stato l’anno col minor numero di rinnovi (288), con nuove iscrizioni in quantità accettabile, 266 al netto dei 589 partecipanti ai ricorsi collettivi; il 2011, anno in cui l’Associazione si è fortemente impegnata nella critica all’allora comandante generale per la gestione della vicenda giudiziaria “P4”, Ficiesse ha  avuto il più alto numero di rinnovi (676) e di nuovi iscritti (639, sempre al netto dei partecipanti ai ricorsi); il 2012 ha registrato il buon risultato di 593 rinnovi, ma va notato che è stato anno congressuale, mentre si è verificata una diminuzione netta di nuovi iscritti (114, sempre al netto dei ricorsi); infine, il 2013 con un ottimo risultato di rinnovi (540), considerando l’anno “non congressuale” ed un pessimo risultato in termini di nuovi iscritti (soltanto 15).

Anno (a)

Totale (b)

Rinnovi (c)

Nuovi iscritti (d)

Partecipanti a ricorsi collettivi (e)

Differenza (d-e)

2010

1143

288

855

589

266

2011

1389

676

713

74

639

2012

855

593

262

148

114

2013

651

540

111

96

15

I dati dimostrano che l’Associazione si dimostra capace di mantenere il contatto con le persone più impegnate e attente del suo “target” di riferimento (che è quello dei Finanzieri in servizio), molte delle quali non a caso sono inserite nei Consigli della Rappresentanza militare, ma ha difficoltà a fare proselitismo di massa e a portare sul territorio le iniziative per diffondere e sperimentare le sue idee e proposte, come richiesto nel “documento finale” del Congresso 2012.

Come si spiegano queste difficoltà se Ficiesse è così forte all’interno del Corpo? A mio avviso, principalmente per i motivi che elenco in ordine di rilevanza:

1)  perché molti Finanzieri pensano (erroneamente) che l’Associazione sia ancora fortemente invisa alla gerarchia militare e quindi preferiscono non esporsi, almeno fino a quando non vanno individualmente in difficoltà e hanno bisogno del forte aiuto che soltanto Ficiesse con le leve dell’organizzazione civica di cui dispone è in grado di assicurare;

2)  perché i Finanzieri appartenenti alla fascia d’età tra i 40 e i 50 anni, che rappresentano numericamente il vero target di riferimento dell’Associazione non riescono (a mio avviso giustamente) a riconoscersi in una struttura di cui è Segretario generale un avvocato 60enne, per di più ufficiale della riserva della Guardia di finanza;

3)  perché in questi anni sono esplosi ovunque nel paese delusione, sfiducia e tendenza alla passività e al disimpegno;

4)  perché molti Finanzieri pensano ancora (erroneamente) che Ficiesse sia un’organizzazione politicizzata e per di più di sinistra, sia per la partnership con Cgil che per le posizioni assunte su alcuni temi come, ad esempio, quella favorevole all’apposizione di codici identificativi sui caschi degli agenti in servizio di ordine pubblico.

La strategia seguita dal Direttivo e dalla Segreteria nazionale nel primo anno di mandato ha preso in considerazione sia i punti di forza e di debolezza appena descritti, sia le esigenze sociali, economiche e politiche del paese i cui cambiamenti sono accentuati dal vorticoso turbinio degli accadimenti politici di questi mesi, di queste settimane, di questi giorni, addirittura di queste ore.

Ci si è mossi così lungo DUE DIRETTRICI STRATEGICHE PRINCIPALI.

La prima è stata quella di aumentare lo sforzo di produzione di documenti di proposta in grado – a nostro avviso – di indurre cambiamento e innovazione nei quattro settori di interesse statutario (diritti dei cittadini militari e affidabilità democratica delle forze armate e di polizia, prevenzione e contrasto dell’evasione, riorganizzazione dell’amministrazione finanziaria e della pubblica amministrazione e anticorruzione).

La seconda direttrice è stata quella di cercare di sfruttare al massimo la forza e il prestigio che Ficiesse si è guadagnata all’interno del corpo per farsi accreditare formalmente dall’amministrazione, come impone la lettera dell’articolo 118 della Costituzione, secondo la quale lo Stato “favorisce”, deve favorire, l’attività delle organizzazioni civiche che, come Ficiesse, perseguono “interessi generali” e non gli interessi di specifiche categorie di lavoratori.

Lungo la prima direttrice, tra l’altro:

– è stato redatto e pubblicato sul sito internet il documento sulla “Spending review selettiva col Metodo Etp: esperienze dal mondo Guardia di finanza”;

– sono stati pubblicati diversi articoli sul sito;

– sono stati avviati, come “organizzazione civica, contatti con le istituzioni sia nazionali che europee (tra cui l’Agenzia delle entrate e il Garante italiano e il Garante europeo della privacy) per due iniziative dell’associazione nuovissime e eccezionale modernità: lo “Sportello anticorruzione” e lo “Sportello efficienza trasparenza e partecipazione” dove qualunque cittadino potrà inviare segnalazioni su presunti fatti di corruzione e concussione e proposte e suggerimenti per il taglio dei costi inutili e il miglioramento dei servizi;

– sono stati presi contatti con esponenti parlamentari e di governo più interessati al cambiamento nei settori di interesse statutario dell’Associazione.

Lungo la seconda linea direttrice, è stata intessuta una rete di contatti e di relazioni ai più alti livelli della Guardia di finanza per far comprendere la portata della disposizione dell’ultimo comma dell’articolo 118 e quali opportunità, non soltanto per i cittadini e per il paese, ma anche per il Corpo e per il suo personale, rappresenti l’apertura di un rapporto di interlocuzione formale e ufficiale tra l’amministrazione della Guardia di finanza e Ficiesse.

È evidente che l’accreditamento formale dell’organizzazione civica Ficiesse produrrebbe:

– il venir meno del sentimento ancora molto diffuso di timore, diffidenza e passività dei Finanzieri in servizio;

– molte nuove iscrizioni all’Associazione;

– l’apertura di ulteriori Sezioni territoriali e la rivitalizzazione di quelle esistenti;

– l’ingresso nell’Associazione di ulteriori intelligenze;

– la possibilità di riuscire a organizzare sul territorio le iniziative descritte nei “documenti di proposta” di Ficiesse;

– la possibilità di assumere il ruolo di “informatore esperto” della collettività e di interlocutore responsabile delle istituzioni richiesto dall’Assemblea congressuale.

La strategia, come detto, è quella descritta nel paragrafo 5 e non è cambiata. Quella che invece è cambiata nella seconda metà di gennaio è la tattica, in ragione di una serie di avvenimenti esterni e interni all’Associazione.

Fino al 17 gennaio 2014, la Segreteria, in attuazione delle indicazioni del direttivo nazionale del 24 novembre 2013 (vgs. Allegato 3 e  articolo pubblicato alla pagina http://www.ficiesse.it/home-page/7944/direttivo-ficiesse_-ancora-piu-impegno-dell’associazione-verso-l’interno-_con-un-nuovo-coordinatore-delle-sezioni-territoriali_-e-verso-l’esterno-_visto-che-con-capolupo-non-si-cambia-passo__-costituito-il-fondo-per-il-diritto-di-critica-dei-finanzieri) ha cercato di indurre il vertice militare del Corpo a riconoscere formalmente l’Associazione come previsto (imposto) dall’articolo 118 della Costituzione.

Il punto di forza di tale tattica era, a parte la richiamata cogenza della norma costituzionale, la particolare situazione conseguente:

– alle debolezza delle posizioni  assunte dal vertice massimo dell’istituzione nel corso dell’audizione alla Commissione Finanze del 13 luglio 2013, apertamente stigmatizzata nel già citato Direttivo nazionale Ficiesse del 24 novembre 2013;

– alle crescenti voci critiche sulla stampa nazionale in merito agli effettivi risultati, all’adeguatezza degli obiettivi e alle palesi inefficienze dell’organizzazione del Corpo (vgs. Allegato 4 e http://www.ficiesse.it/home-page/8195/la-faccia-feroce-del-fisco-come-l’esercito-di-franceschiello_-la-gdf-ha-uomini-e-mezzi-per-arginare-l’evasione-fiscale_-sempreche-voglia-farlo-_la-repubblica_) con percentuali di personale impiegato nel core business della prevenzione e del contrasto all’evasione  tributaria quanto meno imbarazzanti (vgs. Allegato 5 e http://www.ficiesse.it/home-page/8312/della-valle-_m5s__-se-10mila-finanzieri-fanno-controlli-fiscali_-come-sono-impiegati-gli-altri-50mila-il-ministro-padoan-non-ritiene-prioritaria-la-lotta-all_evasione-fiscale-rispetto-ai-tanti-altri-compiti-del-corpo);

– all’approssimarsi della scadenza del mandato dello stesso Comandante generale, la cui riconferma per un secondo biennio avrebbe dovuto essere discussa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri tra aprile e maggio del 2014.

All’interno dell’amministrazione le richieste di accreditamento formale di ficiesse mi risulta siano state considerate e, fino al 17 gennaio 2014, discusse in modo possibilista.

A partire da metà gennaio 2014 si sono verificati una serie di eventi che hanno del tutto modificato lo scenario descritto. La fortissima accelerazione della situazione politica conseguente all’elezione di Matteo Renzi a segretario del Partito Democratico, infatti,  ha portato ad alcuni EVENTI DEL TUTTO INATTESI, tra i quali l’improvvisa riconferma del Comandante generale del Corpo, resa nota il 17 gennaio con almeno tre/quattro mesi di anticipo rispetto al previsto, l’annuncio del cambio di governo e la conseguente fisiologica fase di stallo legata alla nomina dei nuovi ministri.

Visto il radicale cambio di scenario, la Segreteria nazionale Ficiesse si è subito riunita a Roma per fare il punto della situazione.

Nel corso della riunione della Segreteria, tenutasi a Roma il 25 gennaio, è stato proposto, vista l’esplosione di contatti registrati da Ficiesse in Facebook e Twitter, di chiedere ai tantissimi cittadini che seguono le attività dell’Associazione anche sui social networtks di dare forza alle sue idee e proposte iscrivendosi a un solo euro all’elenco speciale, mantenendo la quota annuale di 15 per l’iscrizione alle Sezioni territoriali con pienezza di diritti e di servizi.

Lo scopo dell’iniziativa, che è stata poi denominata “Operazione cambio passo”, era quello di mobilitare tramite la rete il mondo che ruota intorno ai mezzi di comunicazione di Ficiesse chiedendo a coloro che si riconoscono nella “mission” dell’Associazione un salto di qualità con l’apertura di nuove Sezioni territoriali o con l’iscrizione online a un solo euro.

In caso di successo, il Direttivo nazionale avrebbe subito dopo valutato l’opportunità (come previsto dall’articolo 3, lettera l del nuovo Statuto di Ficiesse) di organizzare un manifestazione pubblica a Roma sui temi di interesse generale e di grande attualita’ perseguiti dall’associazione come “organizzazione civica”.

La nuova linea tattica, con l’ipotesi delle due quote di iscrizione (1 e 15 euro), è stata approvata all’unanimità da tutti i segretari nazionali, nessuno escluso e, di concerto con il Presidente del Direttivo, ne è stata decisa la convocazione per sabato 8 febbraio, a Roma.

Sennonché, come noto, la maggior parte dei componenti del Direttivo hanno comunicato di non poter intervenire e, considerata l’urgenza di agire al più presto in vista dell’imminente nomina del nuovo governo e i tempi per la raccolta delle adesioni e l’organizzazione della manifestazione, alcuni componenti hanno proposto di procedere a una votazione per posta elettronica con riferimento alla sola introduzione delle due quote di iscrizione (1 e 15 euro) e all’avvio della “Operazione cambio passo”.

La proposta è stata approvata a maggioranza e l’operazione cambio passo è stata pubblicata sul sito con avviso dell’8 febbraio 2014 (vgs. Allegato 6 e http://www.ficiesse.it/home-page/8244/cambio-passo_-decisione-del-direttivo-nazionale-ficiesse_-quote-di-iscrizione-a-15-euro-_con-servizi_-e-a-un-euro-_senza_-per-coinvolgere-il-maggior-numero-possibile-di-cittadini-sul-progetto-anche-attraverso-i-social-networks).

Poiché al 29 marzo 2014, data di convocazione del Direttivo nazionale, le iscrizioni a un euro sono state complessivamente 82 in luogo delle 10mila da me fissate come obiettivo minimo per rimanere nella carica di segretario generale, ho confermato le mie dimissioni e alla carica è stato eletto Francesco Zavattolo.

Da quanto esposto, credo emerga con evidenza come il lancio della “Operazione cambio passo” sia stato finalizzato, da una parte, a stimolare una partecipazione più attiva e visibile alla vita di Ficiesse dei lettori del sito, ma anche e contemporaneamente a creare le condizioni per il non più procrastinabile passaggio di consegne ai dirigenti nazionali dell’associazione “di seconda generazione” .

Basterà notare, sul punto, che le previsioni più pessimistiche davano un risultato non superiore a qualche centinaio di nuovi iscritti a un euro, le più ottimistiche si fermavano a un paio di migliaia, mentre l’obiettivo fissato dal segretario generale allora in  carica  (si veda http://www.ficiesse.it/adesso-ce-bisogno-di-te.htm) per non considerare fallita l’iniziativa e quindi poter continuare nel suo incarico, è stato dichiarato fin dall’inizio in una, chiaramente irraggiungibile,  “quota diecimila”.

Inoltre, all’esigenza del ricambio generazionale si è accompagnata anche la necessità di scuotere le certezze dei tantissimi che danno per scontata l’esistenza di Ficiesse, mentre bisogna trasmettere il messaggio che l’Associazione, come tutte le cose umane, può finire e che è interesse di tutti i cittadini attivi e responsabili impegnarsi in prima persona per mantenerla viva e vivace.

 

GIUSEPPE FORTUNA

 

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