CORRUZIONE IN UN REPARTO GDF E PERCHE’ I PANNI SPORCHI NON VANNO MAI “LAVATI IN CASA” MA NELLE PUBBLICHE UDIENZE – di Giuseppe Fortuna (5 febbraio 2012)

lavandaie[1]

Di seguito, l’intervento dell’utente anonimo con nickname “Desperado” postato oggi nel forum del nostro sito alla pagina http://www.ficiesse.it/f_messaggi.php?id_topic=13454&p=363889&page=1 e la risposta di Giuseppe Fortuna, segretario generale dell’Associazione.

 

MESSAGGIO SCRITTO DALLU’TENTE ANONIMO CON NICK “DESPERADO” DOMENICA 05 FEBBRAIO 2012

Apro questa discussione perché sono certo che sia ficiesse che tutti voi sarete sensibili alle problematiche di benessere del personale che si ripercuotono su decine e decine di famiglie di militari delle fiamme gialle; prendetelo come un campanello d’allarme, un’ultima spiaggia, un grido di aiuto (vedete voi, leggete e capirete).

Vengo a spiegarmi. Da un paio d’anni nel provinciale dove presto servizio ci sono stati un paio 2 di colleghi che hanno diciamo un po’ allungato le mani (voi mi capite), fin qui posso capire arresti, sit a gente che ci ha lavorato insieme etc,etc(con conseguente ed inevitabile altri colleghi accusati per cose a dir poco fantasiose tipo discordanze sui f. d.s. …. ma lasciamo stare); subito dopo si è scatenato l’inferno, vi dico solo che sono stati trasferiti d’autorità  più di venti colleghi, ma gente che non c’entrava nulla co sta storia, che neanche conosceva sti colleghi(ve lo assicuro), gente che prestava servizio in posti fissi che nulla aveva a che fare con i servizi tributari,colleghi che prestavano servizio a 50 km dai fatti solo perché nello stesso provinciale.

Non mi voglio dilungare di più su questa storia ma voglio chiedervi se secondo voi è giusto quello che vi espongo adesso: Vi sembra giusto avviare decine e decine di trasferimenti d’autorità (coi soldi di tutti) per poi tramutarli una parte a domanda se le persone seguivano le indicazioni dall’alto sennò sbattuti nei posti più lontani del provinciale(ed anche fuori provinciale)? Vi sembra normale trasferire gente, seppur in f.v., 3 volte in un anno sbattendoli a destra e a manca a più di 50 km da un posto all’altro? Vi sembra giusto che quando si fa la domanda di maternità  nei termini previsti, successivamente (poco prima o addirittura dopo la decorrenza) arrivi una lettere dove c’è scritto non si concede e dove si consiglia di usare prima la licenza ordinaria residua e poi la maternità ?(tutto protocollato) Vi sembra giusto che si neghi il contributo vitto, ai militari in f.v. che chiedono per andare magari in discoteca una sera, adducendo che si tratta di permesso quindi il vitto non spetta? (ma il permesso serale serve per tornare tardi non è un permesso per stare lontano dal reparto 3 giorni) Vi sembra giusto che visto che se lo straordinario, come dice la circolare, deve essere “contemperato” con le esigenze del militare, se il un militare dice che ha esigenze familiari e per una volta non lo può fare venga il militare stesso segnalato alla procura militare per disobbedienza? Vi sembra giusto che se un militare presenta un’istanza particolare, una domanda di trasferimento non gradita alle ss.gg., un piccolo disappunto, o per vari motivi a volte veramente futili (diciamo che ogni scusa è buona per convocare) si venga continuamente convocati al provinciale dal Com.te di Corpo ed i suoi collaboratori ufficiali per …………. avete presente che pressione si ha addosso in quei momenti dopo tutti sti trasferimenti? Vi sembra giusto che venga messo un militare in licenza ordinaria d’autorità  se non dopo 4 giorni correggere il tiro solo perché il militare stesso ha presentato istanza per conferire col Comandante Generale per questa follia? Vi sembra giusto che non si concedano licenze straordinarie tipo maternità , trasferimento, etc etc, se non abbracciano anche la domenica (tipo se la domanda è fatta dal lunedì al sabato(6gg) non te la danno deve essere fatta dal lunedì alla domenica(7gg) buttando via un giorno solo per le bizze di chi sta sopra)?

Ho illustrato le prime cose che mi vengono in mente ma ce ne sono molte altre. Immagino che la gente che legge queste cose dirà : ma dove succedeva tutto questo, in Bulgaria qualche anno fa? (senza offesa per i Bulgari). No ragazzi tutto questo succede in Italia, nel 2012, grazie ad un sistema messo in atto non si sa per quale assurdo motivo e che è causa di stress, problemi familiari a chi è stato trasferito di parecchi chilometri senza motivo; parecchi colleghi hanno sintomi di stress molto evidente, c’è gente finita in ospedale per crisi di ansia, alcuni con pressione altissima, da quello che si apprende anche il Cappellano militare non riesce a tamponare sistema e non ne condivide i metodi, anche il COBAR è venuto più volte e una volta ha anche scritto in modo abbastanza chiaro su quello che accade, ma dove sono i nostri Generali che tanto predicano il benessere dei militari, che si scrive a fare una sorta di saggio sui rapporti interpersonali nella gdf per poi far succedere tutto questo? Qui si continua a trasferire d’autorità (gli ultimi anche a gennaio) si continua a mettere pressione.

Ma ci deve scappare il problema grosso prima di intervenire? Sono convinto che tutti voi mi capirete e darete risalto a questo problema, che arrivi fino a Roma perché qui nessuno ci ascolta; spero che ficiesse prenda a cuore la cosa e sposi il problema come ha sempre fatto in questi anni e da quando è nata; magari mettendo la pulce nell’orecchio di qualcuno che sta più in alto della provincia per risolvere il problema. Spero che dopo questa sorta di sfogo altri colleghi abbiano il coraggio di confermare queste parole, magari entrando nel forum in forma anonima, e consiglio a chi ha problemi che non riesce ad esternare di contattare il link qui sotto: http://www.ficiesse.it/sos_ficiesse.htm

Confido infine veramente in tutti voi e se avete idee per mitigare il problema che ripeto turba la serenità  di tante e tante famiglie, esprimete e si proverà  ad attuarle, anche se non vorrei arrivare ad organi di stampa come ha fatto(giustamente) il Brig.Passaro. Grazie mille a tutti.

RISPOSTA DI GIUSEPPE FORTUNA
Se ho ben capito il post di apertura, un paio d’anni fa nel comando provinciale al quale si riferisce l’utente “Desperado” sono stati accertati dalla magistratura dei fatti di corruzione o di concussione.
Ebbene, normalmente, in casi del genere il Corpo reagisce con due tipi di interventi: rimuovendo presunte incrostazioni con cambi di incarico e trasferimenti e imponendo il rispetto pedissequo di tutte le regole, comprese quelle fino a quel momento disapplicate o applicate “cum grano salis”, cioè con una certa elasticità  e buon senso. Oltre a questo, in genere il responsabile dell’amministrazione chiede al personale dipendente di compiere uno sforzo per recuperare la massima coesione interna, sia attraverso frequenti incontri col personale e coi delegati Cobar, sia dimostrando particolare attenzione ai casi individuali più gravi e delicati e dando aiuto e sostegno a chi si trova in difficoltà.
Se questo sta succedendo nel provinciale di cui si discute, il comportamento del comandante a nostro avviso è condivisibile, perché in situazioni gravi come quella prospettata bisogna stringersi, tirare la cinghia e lavorare molto di più e molto meglio che non nei periodi normali. Se viceversa il comandante si chiude nella sua torre d’avorio, non comunica e si allontana dai problemi del personale, commette un grande errore, perché senza condivisione e senza il supporto di un numero il più ampio possibile di collaboratori non va da nessuna parte e l’organizzazione inevitabilmente soffre e perde capacità  di assolvere in modo efficace ed efficiente i suoi compiti istituzionali.
A questo punto, da orecchiante di scienza dell’organizzazione, mi permetto di dare alcuni consigli ai comandanti e ai dipendenti quando si trovano in situazioni come quella descritta. Ai responsabili dell’organizzazione consigliamo di non mancare di chiedere alla linea gerarchica (e di farlo sapere al personale):
– di cambiare le REGOLE STUPIDE, come quella, da asilo infantile, del contrappello serale a uomini e donne maggiorenni;
– di chiarire le REGOLE AMBIGUE, come quella sulla possibilità  di chiedere la licenza straordinaria scadente la domenica che altrove ci risulta prevista da circolari a livello di comandante regionale Gdf.
Ai dipendenti consigliamo invece:
– di non rinunciare mai a parlare coi comandanti, anche con quelli caratterialmente più ostici, per cercare di indurli alla ricerca della condivisione e alla ragionevolezza;
– di investire sempre, in questi casi, i delegati della Rappresentanza militare perché facciano altrettanto con il comandante interessato e quello superiore di riferimento, ricordandosi peraltro di eleggere alle successive elezioni chi sia effettivamente all’altezza di svolgere il difficilissimo compito della tutela del personale;
– in caso di comportamenti lesivi di diritti o interessi legittimi, dopo aver informato il comandante di riferimento direttamente o tramite il Cobar, di ricorrere, anche in modo collettivo sussistendone i presupposti, alla magistratura competente. Un consiglio ci permettiamo di darlo anche, sempre da organizzazione civica a cui sta a cuore il presente e specialmente il futuro della Guardia di finanza, al vertice massimo del Corpo.
A noi sembra che nelle Fiamme gialle non ci sia omogeneità  di comportamento in merito al fenomeno corruzione.
Infatti: SI E’ INFLESSIBILI QUANDO IL LATTE E’ STATO VERSATO, come sta avvenendo nel caso di cui si tratta, SI TENGONO SPESSO ATTEGGIAMENTI AMBIGUI PRIMA CHE IL DANNO SIA PRODOTTO.
Così, ad esempio, un finanziere che denuncia e consente di reprimere il comportamento illecito di un collega va premiato, magari alla festa del Corpo, e non isolato o trasferito ad altro incarico.
A meno che non si voglia sostenere la solita idea – devastante – dei panni sporchi da lavare in casa. Nossignori, deve essere affermato, con chiarezza e con comportamenti coerenti, esattamente il contrario: I PANNI SPORCHI SI LAVANO NELLE PUBBLICHE UDIENZE.
GIUSEPPE FORTUNA – Segretario generale Ficiesse, g.fortuna@ficiesse.it +39.340.2813453

 

 

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