GIUSEPPE FORTUNA A RADIO 24: “NON SONO D’ACCORDO CON BEPPE SEVERGNINI, LA PIAZZA E’ DEMOCRAZIA E DOPO IL G8 FORZE  DELL’ORDINE CRESCIUTE MOLTISSIMO IN PROFESSIONALITA'” (18 novembre 2012)

beppe-severgniniDi seguito, l’intervento del segretario generale di Ficiesse, Giuseppe Fortuna, alla trasmissione radiofonica “Non ci sono più le mezze stagioni”, con i giornalisti Claudia Giordano e Beppe Severgnini, andata in onda ieri su Radio 24, emittente de Il Sole 24 Ore.

GIORDANO: Molti manifestanti hanno uno spirito “sano” …

SEVERGNINI: Non c’è dubbio. Il problema, che è un problema che c’era anche ai nostri tempi – e non è cambiata – è che i “bravi ragazzi” che vanno a protestare finiscono ostaggi  dei pochi “cattivi ragazzi” che ci sono. Ma una minoranza malintenzionata procura danni enormi.

GIORDANO: Però, perdonami, se i ragazzi non vanno a manifestare , se non si rendono visibili nei momenti di difficoltà  in cui si sentono dimenticati … in alternativa, che cosa possono fare? … a parte quello che scrivi nel libro … però, la rabbia porta anche ad altro, no?

SEVERGNINI: Allora, dividiamo le cose. Il libro parla di riforme private. Noi ora stiamo parlando di riforme pubbliche (…) Qui invece stiamo parlando di un’altra faccenda. Semplicemente, la manifestazione pubblica in cui centinaia di ragazzi con casco e manganello non sono un’eccezione, sono diventati un problema insuperabile, quindi bisogna inventarsi altro …

GIORDANO: Quindi, meglio non manifestare, stai dicendo …

SEVERGNINI: Ma non c’è solo la piazza, ci sono altre cose …

GIORDANO: Tipo?

SEVERGNINI: Ci sono i sit-in. Sedetevi, inventatevi qualcosa, dipingetevi la faccia di rosa. E andate. Le ragazze vadano davanti al ministero  a dire “Ci siamo anche noi”. Qualunque cosa. L’idea è che queste manifestazioni sono “vecchie”, sono idee vecchie. E prima o poi, occhio, perché la mia generazione l’ha conosciuto, qualcuno deciderà  che non basta il manganello e si porta la pistola. E allora ricominceranno le tragedie. Non è una giustificazione questa, me ne rendo conto, ma non è più un’eccezione. Questi  aspettano solo l’occasione fornita dai ragazzi bravi e per bene per andare là  a far casino. C’è gente a cui piace far casino, è inutile che ci pigliamo in giro.

GIORDANO: Quindi, un suggerimento da Beppe Severgnini. Cercate di stimolare la vostra fantasia, la vostra immaginazione …

SEVERGNINI: Non fatevi fregare, ragazzi, non fatevi fregare. Perché ci sono persone che sono lì apposta per  sfruttare il vostro entusiasmo e la vostra buona fede. E vi stanno fregando. E lo abbiamo visto l’altro giorno: vi stanno fregando.

GIORDANO: C’è Giuseppe da Roma. Giuseppe …

FORTUNA: Buongiorno. Parlo come segretario generale dell’associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà , che un’associazione che ha oltre 7mila iscritti, tra cui moltissimi appartenenti alla Guardia di finanza in servizio. E molti di questi fanno anche servizio di ordine pubblico …

GIORDANO: Tu sei in servizio, Giuseppe?

FORTUNA: Io sono stato in servizio fino al 2000 ma ora sono un cittadino “comune”. Perché questa associazione è fatta da due componenti, una di cittadini in servizio nella Guardia di finanza e una di cittadini “comuni”. Altrimenti sarebbe una associazione professionale e sarebbe  vietata dalla legge. Io faccio parte della categoria cittadini “comuni”, anche se ovviamente conosco molto bene le tematiche e le problematiche del personale del  Corpo. Volevo dire che non condivido, naturalmente con tutta la simpatia del caso, il punto di vista di Beppe Severgnini perché secondo me la democrazia si fa in piazza. Io credo che se non ci fosse stata l’agorà  ateniese forse non avremmo neanche la democrazia qui ai tempi nostri. Quindi, i giovani devono andare in piazza, ma devono assolutamente isolare le persone che non si comportano correttamente, devono proprio “andarsene” quando vedono situazioni di questo genere, cambiare percorso. La seconda cosa che voglio dire è che è cresciuta moltissimo la professionalità  delle forze dell’ordine dal 2001, dal G8, in poi. Le forze dell’ordine sono cresciute molto. Le associazioni, i sindacati di polizia, le organizzazioni civiche hanno fatto un grosso lavoro.  Basti vedere, ad esempio, quell’episodio accaduto in una manifestazione a Roma a dicembre del 2010 di un finanziere aggredito da otto/dieci scalmanati, che ha protetto la pistola e non ha sparato. E i colleghi sono andati subito ad aiutarlo …

GIORDANO: Trovo originale, Giuseppe, da parte tua e da parte di un’associazione di questo tipo, che fa capo a un corpo delle forze dell’ordine …

FORTUNA: Siamo autonomi, eh. Siamo autonomi dalla Guardia di finanza. Siamo un’organizzazione civica. Ci tengo a dirlo chiaramente …

GIORDANO: Sì, comunque ne fanno fatto parte …

FORTUNA: Si ricorda, ad esempio, in caso di quel  No-Tav che è andato a cercare di provocare quel carabiniere chiamandolo “pecorella”. àˆ stato professionalissimo quel carabiniere. I livelli sono cresciuti enormemente. Ci sono però ancora degli scalmanati all’interno delle forze dell’ordine che gran parte degli stessi poliziotti, carabinieri e finanzieri cercano di emarginare e di controllare. Anche nei filmati si vedono altri colleghi, quando qualcuno picchia sulla faccia di un manifestante a terra, che cercano di allontanarlo. Noi siamo assolutamente favorevoli ai codici alfanumerici da mettere sui caschi in modo che anche gli scalmanati, che ci sono ancora, purtroppo, tra gli agenti, vengano emarginati. E stiano attenti questi agenti perché commettono reati. Siamo invece totalmente contrari all’invito di Grillo, che ha pubblicato sul suo sito un articolo intitolato “Soldato blu”, che invita gli agenti delle forze di polizia a togliersi il casco, a marciare insieme ai manifestanti …

IORDANO: Forse era una cosa romantica …

FORTUNA: No, no, quello sarebbe un reato. Attenzione, se qualcuno facesse una cosa del genere commetterebbe reato. Ci preoccupiamo molto perché gli appartenenti alle forze di polizia seguono molto Grillo, perché Grillo sembra un’alternativa, e forse lo è, a questo sfascio politico che abbiamo in Italia …

GIORDANO: E’ chiarissimo il tuo pensiero e per questo ti ringrazio.

 

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