IL VIDEO DEL MAROCCHINO “REGOLARE” CHE HA MASSACRATO A BRESCIA UNA COPPIA DI FIDANZATI. LA NOSTRA PROPOSTA: OBBLIGO DI SOGGIORNO NELLE CITTA’ D’ORIGINE PER I CITTADINI ITALIANI CHE VIVONO DI ILLEGALITA’ E RIMPATRIO PER I  COMUNITARI E GLI EXTRACOMUNITARI – di Giuseppe Fortuna (19 novembre 2014)

marocchino regolareCari Giornalisti della Redazione di Studio Aperto, stanno girando in queste ore su Facebook diversi  video del tipo di quello, relativo a un vostro servizio, reperibile alla pagina https://www.facebook.com/video.php?v=868573513160861&pnref=story. 

Non si capisce a quando l’episodio risalga ma, ancor più se non è recente, è chiaro che viene diffuso perché monta a grande velocità nel nostro paese, in questo momento delicatissimo per il futuro dei nostri figli, la rabbia contro i “non italiani” e la voglia – pericolosissima – di farsi giustizia da se.

Dico subito che il fatto di Brescia di cui vi siete occupati è semplicemente bestiale, che è un miracolo che la ragazza e il suo fidanzato siano ancora in vita e che tutti noi gli auguriamo, con grande affetto, di poter recuperare equilibrio e serenità, anche se sarà davvero difficile riuscirvi perché sono traumi che segnano in modo quasi sempre irreparabile le vite di chi li subisce. 

Detto questo, due notazioni e una proposta.

La prima notazione è che è un bene, a mio avviso, che questi video girino in rete perché riguardano fatti che non vanno nascosti e dimenticati. E lo dico da cittadino che considera l’immigrazione come un’opportunità di crescita per la nostra economia e per la nostra democrazia.

Purché – ecco il punto – l’immigrazione sia regolata e controllata in modo serissimo, come in Italia, purtroppo, NON stiamo facendo. 

La seconda notazione è che l’aggressore è stato definito dal giornalista di Studio Aperto <<un marocchino  regolare di trent’anni>>. È chiaro che quel “regolare” si riferisce solo al possesso di un “regolare”, appunto, permesso di soggiorno.

Ma quello che deve interessare per chi viene a lavorare e a vivere in Italia non è solo la forma, ma anche la sostanza. E non è possibile che un uomo così violento sia sempre stato regolare quanto ai comportamenti pregressi al momento dell’aggressione ai Fidanzati di Brescia. Come può una bestia del genere non aver mai dato segno della sua bestialità? 

Per questo, voi giornalisti dovreste indagare sulla vita, sui precedenti, sulle frequentazioni e sui precedenti che questo “pseudo-regolare” certamente ha commesso negli ambienti e nei luoghi che ha frequentato prima dell’aggressione. 

E vengo alla proposta. Noi crediamo che, rimanendo nell’ambito della piena legalità costituzionale, si possa e si debba AMPLIARE IL CAMPO DI APPLICAZIONE DELLE LEGGI IN MATERIA DI MISURE DI PREVENZIONE. 

Ad esempio, SI DOVREBBE ESTENDERE IL CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI MISURE DI PREVENZIONE, ancora oggi sostanzialmente limitate alle persone in odore mafia, per PREVEDERE CHE GLI EXTRACOMUNITARI CHE DANNO SEGNI DI VIOLENZA GRAVE, come certamente sarà accaduto alla “Bestia di Brescia” o al pazzo ghanese che ha ucciso a picconate tre persone a Milano, SIANO RISPEDITI NEIL LORO PAESI D’ORIGINE PRIMA CHE COMMETTANO REATI. 

E, naturalmente, MISURE DI PREVENZIONE ANCHE PER GLI ITALIANI che, ad esempio, commettono truffe agli anziani (molti dei quali poi vanno in depressione e arrivano anche al suicidio) E PER I CITTADINI COMUNITARI DI QUALUNQUE ETNIA E CULTURA colti, ad esempio, ad inquinare l’aria con roghi per liberare il rame o con l’accattonaggio minorile.

Che siano comminati ai primi OBBLIGHI DI RESIDENZA NEI COMUNI DI NASCITA e per i cittadini provenienti da altri paesi della comunità che TORNINO OBBLIGATORIAMENTE NELLE LORO NAZIONI D’ORIGINE. 

 

GIUSEPPE FORTUNA (Presidente Comitato Articolo 52 Militari tra la Gente – giuseppefortuna@hotmail.com)

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