COSA INSEGNA IL CASO CAPOLUPO-LETTA-RENZI-ADINOLFI – di Giuseppe Fortuna (15 luglio 2015)

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A mio avviso, i comandanti generali di Carabinieri e Finanza dovrebbero tornare a provenire dall’esterno.

Come dall’esterno dovrebbe venire anche il capo della Polizia, che è inevitabilmente uomo tra i più potenti del nostro paese anche grazie alla enorme quantità di notizie di cui dispone sui comportamenti, pur solo sconvenienti, di qualunque cittadino italiano.

Numeri uno provenienti dall’interno producono, da una parte, rischi di SUDDITANZE E CONDIZIONAMENTI nei dirigenti di seconda e terza fascia rispetto a politici e lobbies in grado di favorirli nei percorsi di carriera verso il vertice massimo; dall’altra, una volta raggiunto l’obiettivo, sono i comandanti generali e i capi della Polizia interni che accumulano un potere enorme nei confronti della politica proprio in ragione della forza che hanno sulle carriere interne dei loro sottoposti e per il patrimonio informativo di cui dispongono.

Comandanti generali e capi della Polizia esterni, invece, sarebbero efficacemente controllati dai “numeri due” delle rispettive istituzioni che avendo già raggiunto il massimo delle loro carriere non potrebbero andare oltre.

L’incredibile proroga di Capolupo, DEL TUTTO ANOMALA, in quanto disposta il 17 gennaio 2014 invece che, come avrebbe dovuto essere, nel successivo mese di giugno E QUANDO LETTA SAPEVA BENISSIMO CHE STAVA PER ANDARSENE, è la prova più evidente che il sistema è fuori controllo.

Bisognerebbe proporre una legge in tal senso.

GIUSEPPE FORTUNA

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