IL CASO AZZOLLINI E I FURBETTI DEL PARTITINO – di Giuseppe Fortuna (29 luglio 2015)

furbetto[1]Non ci sorprende che molti senatori PD abbiano votato no, oggi, all’autorizzazione all’arresto dell’Ncd Azzollini. Non entriamo nel merito, non abbiamo letto le carte e magari avevano ragione loro.

Quello che però è certamente inaccettabile è che questi senatori non abbiano spiegato in alcun modo, né prima né dopo, le ragioni della loro decisione. Comportamenti del tutto opposti rispetto ai valori sbandierati dal movimento nelle cui fila questi parlamentari, in modo evidentemente opportunistico, hanno deciso di militare.

Se ci indigniamo, di certo però non ci sorprendiamo, perché questi “signori” si sono già fatti riconoscere.

Soltanto nel 2013, infatti e quindi sempre in questa legislatura, c’è stata la “carica dei 101”, quella che ha portato alle dimissioni dell’allora segretario Bersani. Centouno deputati che avevano dichiarato il giorno prima, con alzata di mano, che avrebbero votato in un senso e che, il giorno dopo, nel segreto dell’urna, sono andati nel senso esattamente opposto.

Centouno! Un quarto della forza del Partito Democratico.

La conclusione, a nostro avviso, può essere solo la seguente: o il PD riesce a mettere fuori gli opportunisti della politica o alle prossime elezioni non si può che cambiare partito.

 

GIUSEPPE FORTUNA

 

Post scriptum del 30 luglio

I senatori PD Ichino e Tonini hanno dichiarato di aver votato contro l’arresto e ne hanno spiegato pubblicamente le ragioni (http://www.pietroichino.it/?p=36512 e http://www.giorgiotonini.it/…/media/insenato/300715.docx). Posizione peraltro che, leggendo le carte, si potrebbe condividere. E’ questo il comportamento che tutti i parlamentari del PD tenere. La democrazia è dibattito, partecipazione, confronto e rispetto delle posizioni altrui. Non esiste dove ci si nasconde e si tace. GF

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