FOIA ITALIANO, ACCESSO CIVICO E PROGETTO ETP 2016: ATTORI, FASI E CONTENUTI DEL PROCESSO DI CAMBIAMENTO PROPOSTO DA FICIESSE – Relazione di Giuseppe Fortuna al Convegno del 4 marzo 2016

Copertina Atti Convegno 4 marzo_0001 La mia relazione si collega alle due precedenti (gli atti sono scaricabili DA QUI) per indicare “come”, in concreto, tutto quello che è stato detto si può fare in ogni parte d’Italia approfittando dell’opportunità rappresentata dallo schema di decreto legislativo che sta per riconfigurare, nella logica del Freedom of information act statunitense, l’istituto dell’accesso civico introdotto nel 2013.

Anticipo subito l’indicazione, sulla quale tornerò tra breve, delle tre direzioni-guida essenziali che, a nostro avviso, debbono avere gli interventi sulle pubbliche amministrazioni:

  • indurre “semplicità di linguaggio” nei sistemi di pianificazione e controllo dei dati sugli obiettivi assegnati , sulle risorse impiegate nelle attività svolte e sui risultati ottenuti affinché siano facilmente compresi dalle organizzazioni civiche e delle imprese presenti in ciascun territorio;
  • pubblicare bilanci analitici annuali e continui di tipo “economico” per centri di responsabilità territoriale e per consolidati provinciali e regionali e non soltanto per consolidati nazionali;
  • creare una “cabina di regia” a livello nazionale con funzione di stimolo delle azioni di contrattazione sociale territoriale e di controllo dell’effettivo rispetto delle nuove disposizioni sulla trasparenza.

 

L’APPROCCIO ETP

Come ha già sottolineato Francesco Zavattolo, ETP è una modalità di “gestione per obiettivi” (management by objectives) calibrata sulla particolarità, tipica dei soggetti collettivi che forniscono servizi pubblici, dell’assenza di una dimensione monetaria certa dei prodotti da questi soggetti realizzati.

ETP si muove, quindi, si affianca e sostiene, con facilità e senza oneri, le informazioni finanziarie sulla spesa muovendosi nella sola DIMENSIONE ECONOMICA.

Come noto, la regola fondamentale di una gestione per obiettivi è che valgono soltanto gli obiettivi espressi in numeri precisi e finiti, con riferimento sia all’efficienza, sia alla produzione, sia alla qualità, sia ai risultati.

ETP individua, nella dimensione economica che gli interessa e alla quale è dedicato, numeri precisi e “finiti” su tre oggetti di misurazione: le ore/persona avute a disposizione (e pagate), le unità organizzative che le hanno impiegate, le quantità di prodotti che da tali unità sono stati realizzati.

ETP è implementato in TRE FASI: la prima detta dell’avvio, le altre due (eventuali) dello sviluppo e del consolidamento. Poiché, come appena detto, si utilizzano esclusivamente dati di cui ogni P.A. già disponE, i risultati della Fase dell’avvio si raggiungono in un solo mese per le organizzazioni di piccole dimensioni, in sei mesi per quelle più complesse e distribuite sul territorio.

Oggi parleremo esclusivamente di questa prima fase, rappresentando che approfondimenti sulle altre due sono disponibili sui siti ficiesse.it e giuseppefortuna.it.

 

GLI OGGETTI DELLE RILEVAZIONI ETP

Ci soffermiamo brevemente sugli oggetti di osservazione ETP, indicati nella figura che segue: i prodotti, le attività (cioè i processi di lavoro) e le risorse umane (espresse in ore/persona).

Gli oggetti delle rilevazioni Etp

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La prima dimensione è quella dei PRODOTTI, che si distinguono tra prodotti versati a clienti esterni, rappresentati dagli output che costituiscono le missioni istituzionali della p.a. considerata, e prodotti versati a clienti interni, quelli necessari per funzionamento della struttura.

La seconda dimensione sono le ATTIVITA’, costituite dai processi di lavoro dai quali i prodotti scaturiscono.

Nella Fase Etp dell’avvio, interessano soltanto le due “macrotipologie”:

  • delle attività di esecuzione, rappresentate dai processi di lavoro “diretti”, cioè quelli volti al conseguimento dei prodotti per i quali l’istituzione esiste;
  • delle attività di funzionamento, rappresentate dai processi di lavoro diversi da quelli di produzione diretta.

Infine, le ORE/PERSONA, che sono le quantità di risorse umane assorbite da ciascuna unità organizzativa nelle due macrotipologie di processi: di esecuzione e di funzionamento.

L’oggetto “ore/persona” è fondamentale perché è l’unico a possedere la caratteristica, preziosa, della certezza numerica. E, come detto, senza numeri esatti non è possibile gestire organismi complessi.

Stiamo parlando ovviamente di “ore reali”, provenienti dai badge o da autodichiarazioni, e ore “convenzionali” (ad esempio, quelle dei dirigenti, che non “beggiano”) calcolate in 8 ore per ogni giornata di effettiva presenza.

È quindi dalla ASSOLUTA PRECISIONE tra rilevazione delle ore/persona impiegate nei processi di lavoro e ore/persona pagate dalla P.A. considerata che dipende la altrettanto ASSOLUTA ATTENDIBILITA’ dell’intero sistema ETP.

 

I “DATI MINIMI ETP” DELLA FASE DELL’AVVIO

Nella Fase dell’avvio, ETP ha bisogno di un numero davvero molto limitato di dati, tutti di tipo intuitivo. denominati “dati minimi ETP”.

Stiamo parlando:

  • dell’organigramma ufficiale delle unità organizzative che compongono la P.A. considerata e che deve assolutamente essere pubblicato sul suo sito internet;
  • dell’esatto numero di ore/persona avute a disposizione da ciascuna unità organizzativa distinte nelle due macrotipologie:
  • dell’esatta individuazione della macrotipologia delle “attività dirette”, cioè dei processi di lavoro volti alla produzione dei servizi che costituiscono le missioni istituzionali dell’amministrazione considerata;
  • dell’esatta individuazione della macrotipologia delle “attività di funzionamento”, rappresentate da tutti i processi di lavoro diversi da quelli di produzione diretta;
  • delle quantità di prodotti (outputs) realizzati (che potranno essere specificati qualitativamente nelle successive Fasi dell’avvio e del consolidamento);
  • dell’andamento dei fenomeni di competenza della P.A. in ciascuna regione e provincia;
  • degli obiettivi annuali assegnati ai CDR territoriali che interessano alle  organizzazioni di cittadini e delle imprese di ciascuna regione e provincia.

 

ALCUNI ESEMPI

Per far comprendere il metodo e la semplicità del suo funzionamento, riportiamo alcuni esempi di applicazioni ETP della Fase dell’avvio riferiti a esigenze di conoscenza di altrettante diverse tipologie di stakeholders avvertendo che i dati, essendo ancora in larghissima parte non disponibili, sono prevalentemente di fantasia.  

 

ESEMPIO N. 1 – PUBBLICAZIONE DI DATI CHE PERMETTONO MIGLIORAMENTI IMMEDIATI IN UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI PICCOLE DIMENSIONI

Si ipotizza un’OPC (organizzazione pubblica considerata) operante in settori giuridici, con forza effettiva media di 94 unità di personale in un’unica sede.

In tal genere di struttura la “rilevazione dell’efficienza ETP” è possibile a soli sei mesi dall’introduzione della raccolta dei “dati essenziali”. Dall’analisi dei dati emergono i seguenti aspetti meritevoli di approfondimenti:

 

Tabella su organizzazione e impieghi risorse umane per singole unità organizzative  (come da organigramma ufficiale) della Pubblica Amministrazione AAA (con dati di fantasia)

HHHHH

Nella prima colonna della tabella vanno riportate le esatte denominazioni di ciascuna unità organizzativa risultanti dall’organigramma ufficiale, di cui deve essere obbligatoria la pubblicazione in quanto “dato minimo ETP”.

Segue la tabella sugli impieghi per macrotipologia di attività (dirette e di funzionamento).

 

Tabella sugli impieghi delle risorse umane per macrotipologia della Pubblica Amministrazione AAA (con dati di fantasia) 

EEEEE

Dai dati emergono con immediatezza le seguenti criticità:

  • una accentuata frammentazione di articolazioni (32) rispetto alla forza effettiva media di 94 unità di personale;
  • la presenza di due unità di produzione diretta (la n. 13 e la n. 19) che, a fronte di complessive 4.238 ore/persona impiegate, corrispondenti a sette unità equivalenti di personale, hanno realizzato soltanto 7 prodotti;
  • la presenza di nove unità di funzionamento (le numero 16, 20, 24, 25, 26, 28, 29, 31 e 32) che, assistite da retribuzione di posizione, a fronte di complessive 10.465 ore impiegate, corrispondenti a quasi 17 unità equivalenti di personale, hanno realizzato soltanto 90 prodotti;
  • la sproporzionata quantità di risorse umane impiegate in attività di funzionamento (42,06 % del totale) rispetto a quelle destinate alla produzione diretta (57,94 %) anche in considerazione che si tratta di attività svolte in una unica sede.

 

ESEMPIO N.2 –  PUBBLICAZIONE DI DATI DI INTERESSE DI UN’ASSOCIAZIONE DI IMPRESE

L’esempio prende in considerazione (con dati di fantasia) i tempi di approvazione dei Piani urbanistici e di rilascio dei permessi di costruire da parte della Direzione Edilizia e Pianificazione del Comune di BBB.

Lo stakeholder interessato ai dati di performance è l’Associazione Costruttori Edili del Comune di “BBB”, i cui associati si lamentano di gravissimi ritardi.

L’accesso civico deve consentire di acquisire le informazioni per la produzione della tabelle che seguono.

 

“DIREZIONE EDILIZIA E PIANIFICAZIONE” DEL COMUNE DI BBB

Forza effettiva media … unità di personale … in n. … sedi –  Periodo considerato: Anno 2016

Tabella di performance (con dati di fantasia)

RRR

Tabella delle risorse umane impiegate (con dati di fantasia)TTT

I dati sulle ore avute a disposizione evidenziano che il problema c’è, è grave ed è probabilmente causato (quanto meno anche) dalla grave inadeguatezza delle quantità di risorse umane impiegate dalla Direzione Edilizia e Pianificazione rispetto alle corrispondenti unità organizzative dei Comuni benchmark: differenze significative sia in termini assoluti che in termini percentuali.

Per approfondire le analisi, l’Associazione Costruttori Edili potrà chiedere anche, sempre attraverso lo strumento dell’accesso civico, di disporre della quantità di richieste di permesso in giacenza, da aggiungere ai report, e di serie storiche per valutare l’andamento annuale dei fenomeni oggetto di analisi.

Acquisiti i dati, l’Associazione potrà impegnarsi con risolutezza nei confronti del Sindaco e del Segretario generale del Comune di BBB affinché siano recuperate risorse umane da funzioni improduttive, siano adeguatamente formate e siano destinate alle due produzioni carenti della Direzione in argomento.

 

ESEMPIO N. 3 – PUBBLICAZIONE DI DATI NELL’INTERESSE DI UN COMITATO DI QUARTIERE DEL COMUNE DI “CCC”

L’esempio prende spunto da lettere inviate da un Comitato di Quartiere del Comune di “CCC” per lamentare lo stato di abbandono e degrado del Parco Iota, del Parco Kappa e del Parco Lambda.

 

SERVIZIO GIARDINI” DEL COMUNE DI CCC

Periodo considerato: I Semestre 2016

Tabella delle risorse umane impiegate

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Nell’esempio, i dati confermano che i tre parchi del Quartiere sono i meno curati.

Il Comitato potrà chiedere agli amministratori un maggiore impiego di risorse, anche attraverso il recupero da funzioni improduttive, e controllare, nei semestri successivi, se la situazione effettivamente migliori.

 

ESEMPIO N. 4 – PUBBLICAZIONE DI DATI IN MATERIA DI SICUREZZA NEL COMUNE DI “DDD”

Associazioni di cittadini e di operatori economici acquisiscono tramite lo strumento dell’accesso civico i dati sull’andamento annuale dei reati denunciati nel territorio del Comune “DDD”, dove abitano o esercitano le loro attività.

Con i dati acquisiti, producono la tabella che segue.

 

ANDAMENTO DEI REATI DENUNCIATI NEL COMUNE DI DDD

(dati di fantasia)

UUU

Dalla tabella, risulta un fortissimo incremento delle denunce per furto.

Altra informazione che emerge dai dati è il forte aumento di truffe, specialmente nei confronti di persona di età superiore ai 70 anni.

Le Associazioni effettuano ulteriori accessi civici nei confronti delle Amministrazioni di polizia competenti nel territorio del Comune e acquisiscono da ciascuna i dati sul numero di servizi esterni di vigilanza effettuati nelle ore notturne a fini preventivi negli ultimi tre anni e sulle ore/persona dedicate.

Dai dati, risulta che la “Forza di polizia A” ha ridotto in modo assai rilevante e costante nel tempo le attività notturne di prevenzione, passando da 412 servizi del 2013 ai 364 del 2014, per giungere a 255 nel 2015. Mentre la “Forza di polizia D” ha fatto registrare un notevole decremento (da 60 servizi a 31) soltanto nel 2015.

 

ANDAMENTO DELLE RISORSE UMANE DEDICATE DALLE FORZE DI POLIZIA AL CONTROLLO DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI DDD TRA LE ORE 20 E LE ORE 06

(dati di fantasia)III

Sulla base dei dati acquisiti, le Associazioni:

  • chiedono ai dirigenti delle due Forze di polizia i motivi del decremento dei servizi notturni e di tornare a intensificarli anche recuperando risorse dagli impieghi improduttivi;
  • attivano dei percorsi di informazione, attraverso media e social network, sul fenomeno delle truffe agli anziani e dei meccanismi di assistenza e controllo organizzato nei confronti degli anziani che vivono soli.

 

ESEMPIO N. 5 – PUBBLICAZIONE DI DATI IN MATERIA DI GIUSTIZIA DI INTERESSE DI UFFICI VERTENZE DI ORGANIZZAZIONI SINDACALI

L’esempio riguarda la Sezione Lavoro del primo dei tre Tribunali della provincia di “EEE” le cui performance, negli ultimi anni, sono fortemente peggiorate.

Gli Uffici vertenze di tutte le Organizzazioni sindacali della Provincia chiedono, attraverso l’accesso civico, i dati relativi: 1) alla produzione dell’anno 2015 delle Sezioni Lavoro dei tre Tribunali; 2) alle risorse umane impiegate dal personale di cancelleria a supporto dei giudici dei servizi di cancelleria; 3) ai carichi di lavoro.

Vengono acquisite le tabelle che seguono.

 

SEZIONI LAVORO DEI TRIBUNALI DELLA PROVINCIA DI “EEE”

Tabella delle risorse umane assegnate, delle performance quantitative e dei carichi di lavoroOOO

Tabella di performance qualitativaPPP

I dati confermano la sussistenza, per le Sezioni Lavoro del Tribunale di FFF-1, di problemi per a una notevole sproporzione tra carichi di lavoro e produttività dei giudici e una grave inadeguatezza del personale di supporto.

Sulla base di tali risultanze, le Organizzazioni sindacali potranno chiedere di aumentare in modo consistente le ore/persona nella missione “Assistenza diretta a giudici delle Sezioni lavoro” e un miglioramento delle performance dei giudici addetti.

 

ESEMPIO N. 6 – LA PARTECIPAZIONE DEI COMUNI ALL’ACCERTAMENTO TRIBUTARIO: L’ESPERIENZA (VERA) DELL’EMILIA-ROMAGNA

Passiamo ad un esempio, con dati non di fantasia ma reali, che riguarda un’esperienza di partecipazione interistituzionale giunta, sebbene in un numero ancora limitato di regioni, a un notevole stadio di evoluzione: l’esperienza della partecipazione dei Comuni all’accertamento tributario.

Tale forma di collaborazione è prevista fin dal 1973 dall’articolo 44 del D.P.R. 600 (“Disposizioni comuni sull’accertamento delle imposte sui redditi”) e sta finalmente trovando applicazione in questi ultimi anni attraverso la sottoscrizione di specifici protocolli di intesa tra Comuni, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza per la condivisione di banche dati e l’invio, da parte dei primi alle seconde, attraverso appositi canali telematici, delle cosidette “segnalazioni qualificate”, costituite da informazioni considerate di adeguata attendibilità su atti e negozi sospetti di probabili comportamenti evasivi ed elusivi.

Le modalità delle collaborazioni sono dirette e coordinate dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani e da IFEL (la Fondazione dell’Anci che assiste i Comuni in materia di finanza ed economia locale) e vedono impegnate, da molti anni, la Cgil nazionale, le sue Camere del Lavoro territoriali e il Sindacato Pensionati Italiani Spi Cgil.

Per potenziare i risultati dell’azione di contrasto all’evasione queste attività di collaborazione sono incentivate con lo storno ai Comuni segnalanti di una parte rilevante, pari attualmente al 55 per cento, delle maggiori somme riscosse; importo che, per le segnalazioni effettuate nel triennio 2012/2014, è dell’intero ammontare.

In ragione di un Protocollo d’intesa siglato nel 2008 da ANCI e Agenzia delle Entrate dell’Emilia-Romagna, la situazione dei Comuni emiliani che hanno aderito al patto, delle segnalazioni qualificate inviate, degli accertamenti fiscali eseguiti e dei risultati ottenuti è riportata nella tabella che segue, tratta dai dati resi pubblici dalla stessa Direzione Regionale aggiornati a tutto il 2014.

 

TABELLA DEI RISULTATI PROTOLLO ANCI / AGENTRATE REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Fonte: Direzione Regionale Agenzia delle Entrate Emilia Romagna

AAA

Dalla tabella emerge come:

  • si tratti di un’iniziativa di successo, per l’alto numero dei Comuni che hanno aderito (85 % del totale), delle numerose segnalazioni qualificate inviate (27.047, pari a 93 segnalazioni a Comune), dell’elevatissimo indice di definizione degli accertamenti (90 %), delle somme riscosse dall’Agenzia (29,5 milioni di euro) e delle somme entrate successivamente nelle casse degli enti locali (7 milioni);
  • spicchi l’incongruenza (non spiegata nel documento della Direzione Regionale Agentrate dell’Emilia) del basso indice di lavorazione da parte degli Uffici delle segnalazioni ricevute pari soltanto al 19 %.

L’Ufficio legalità e sicurezza della Cgil Emilia-Romagna sta seguendo con attenzione l’esperienza in corso e ha svolto analisi sia dei dati di risultato comunicati dall’Agenzia che dell’andamento delle segnalazioni con riferimento al successivo anno 2015, appena trascorso.

I risultati non sono tranquillizzanti e poiché c’è il rischio che un’esperienza così innovativa possa arenarsi, è necessario analizzare le cause delle difficoltà, anche con i nuovi strumenti dell’accesso civico, al fine di individuare i possibili rimedi nella logica dell’efficienza, della trasparenza e della partecipazione: cioè, nella logica ETP.

Cgil Emilia-Romagna ha evidenziato molteplici elementi di difficoltà i principali dei quali riportiamo sinteticamente di seguito.

  • Non è dato sapere con quali criteri e priorità l’Agenzia sceglie fra il grande numero di segnalazioni ricevute dai Comuni.
  • Non si sa se la lavorazione delle segnalazioni qualificate sia oggetto, o non, degli obiettivi numerici annuali assegnati alle Direzioni Regionale e Provinciali dai livelli superiori.
  • Non si comprende come mai, mentre risulta che le segnalazioni inviate dai Comuni si riferiscono per il 57 % al patrimonio edile ed immobiliare (ovviamente, di particolare interesse per i Comuni segnalanti trattandosi dei cespiti che costituiscono la principale fonte di entrata per gli enti locali), tale settore è stato oggetto neanche del 20 % delle “lavorazioni” da parte di Agentrate e rappresenta soltanto il 13 % delle maggiori somme riscosse.

Inoltre, la Cgil evidenzia quanto segue.

  • La forte diminuzione del numero di unità di personale dipendente negli organici dei Comuni sta facendo ridurre le segnalazioni effettuate nel 2015.
  • Si lamentano difficoltà da parte dei funzionari comunali nell’utilizzo delle banche dati dell’Agenzia, alle quali si può accedere con modalità molto rigide che riducono la possibilità di incrocio dei dati con le informazioni in possesso dei Comuni.
  • C’è un’elevata dose di soggettività da parte delle Direzioni dell’Agenzia nel valutare, secondo criteri definiti “di proficuità comparata”, la segnalazione proveniente dal Comune.
  • La probabile sussistenza di “segnali di concorrenza” tra obiettivi di incasso di Agentrate con le segnalazioni qualificate ricevute dai Comuni.

A seguito di tali osservazioni, ho personalmente inviato un’e-mail all’indirizzo entrate.accesso.civico@agenziaentrate.it chiedendo di conoscere dove l’Agenzia abbia pubblicato i documenti di descrizione e di impianto dell’attuale sistema di pianificazione, programmazione e controllo e, se possibile, anche di quelli precedenti.

Mi è stato risposto che tali sistemi non sono pubblici.

Inoltre, ho cercato di rinvenire sul sito internet della Direzione Regionale dell’Emilia-Romagna informazioni sugli obiettivi numerici annuali ricevuti dal superiore livello e di assegnati ai dipendenti livelli provinciali.

Le informazioni non sono state rinvenute.

 

ESEMPIO N.7 – REPORT ETP DELLA “FASE DELLO SVILUPPO” NELL’ESPERIENZA DELLA GUARDIA DI FINANZA

L’esempio si basa sulle esperienze condotte da chi scrive negli anni Novanta in qualità di capo dell’Ufficio Analisi e Sviluppo del Comando Generale della Guardia, istituzione che ha dato per prima attuazione a livello nazionale alla logica ETP in tutte le sue tre fasi:  dell’avvio, dello sviluppo e del consolidamento.

L’esempio si riferisce alla “Fase dello sviluppo”, fase nella quale l’organizzazione ha acquisito anche dei dati sugli impieghi delle risorse umane per missioni istituzionali e per tipologia di funzionamento.

I report che seguono contengono dati (di fantasia) del “consolidato” del Comando provinciale della Guardia di Finanza di “HHH”, con forza effettiva media di 1.706 unità di personale distribuite in 7 sedi territoriali.

Si precisa che per “consolidato provinciale” si intende la tabella di aggregazione dei dati di tutti i CDR territoriali dipendenti dal Comando provinciale considerato.

Si tratta della “rilevazione degli impieghi per missioni e funzioni” e dell’andamento degli impieghi nelle missioni “Contrasto all’evasione” e Contrasto alla criminalità” degli ultimi cinque anni.

I dati sono oggetto di analisi in tempo reale da parte comandante provinciale e dei dirigenti dei CDR sovraordinati per individuare il verificarsi di eventuali distonie e fenomeni anomali della gestione e appurare la loro dipendenza da fattori fisiologici oggettivi o disfunzioni.

Dall’analisi dei dati emergono i seguenti aspetti:

  • l’elevato impiego di risorse umane nell’attività di funzionamento “Servizi generali” (179.193 ore/persona, con percentuale di assorbimento del 12,35 %) rispetto alla media nazionale dei consolidati dei Comandi provinciale (5,91 %);
  • il crescente assorbimento di risorse, nel quadriennio 2012/2015 della Missione “Contrasto alla criminalità” sia in termini assoluti (passata da 195.653 a 346.731 ore persona) che in termini di percentuali di assorbimento (dal 17,06 al 23,90 %);
  • la corrispondente diminuzione di risorse impiegate nella Missione “Contrasto all’evasione”, passata da 321.004 a 300.829 ore/persona e dal 27,99 al 20,73 %).

 

COMANDO PROVINCIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA DI ZZZ

Livello: Consolidato provinciale – Periodo considerato: Anno 2015

Forza effettiva media 853 unità di personale in 7 sedi

Tabella impieghi risorse umane per missioni e funzioni (con dati di fantasia)

SSS

Andamento degli impieghi quadriennio 2012/2015  (con dati di fantasia)

DDD

I dirigenti interessati alle analisi verificheranno se tale andamento sia coerente o meno con le esigenze del contesto socioeconomico e di riferimento ed assumeranno le decisioni di rispettiva competenza riferendo ai livelli superiori.

 

ESEMPIO N. 8 –  REPORT ETP DELLA “FASE DEL CONSOLIDAMENTO” CON TECNICHE DI BENCHMARKING NELL’ESPERIENZA DELLA GUARDIA DI FINANZA

L’esempio si riferisce a una esperienza concreta della “Fase ETP del consolidamento” avviata nella Guardia di Finanza a partire dall’anno 1999 oggetto di una presentazione pubblica  a Forum P.A. del 6 maggio 1999. Le diapositive pubblicate nell’occasione sono disponibili alla pagina http://www.giuseppefortuna.it/?p=3715. 

Nella Fase del consolidamento, l’organizzazione è in grado, tra l’altro, di individuare le prestazioni eccellenti in tutto il territorio nazionale relative alle diverse tipologie di attività di funzionamento (cioè le attività strumentali e di supporto alla produzione diretta), di svolgere analisi per la mappature delle singole azioni dei processi di lavoro delle articolazioni risultate migliori (best in class), di far pervenire gli esiti di tali analisi a tutte le omologhe articolazioni d’Italia, in modo che possano essere studiate e replicate, e di fissare, per quelle che si allontanano in modo significativo da tali performance di efficienza, graduali obiettivi numerici di miglioramento per l’anno successivo.

Riportiamo di seguito la tabella della funzione “Gestione del personale” che evidenzia la procedura adottata.

 

TABELLA DELLE PERFORMANCE DI ECONOMICITÀ 1998 E DEGLI OBIETTIVI 1999 DELLA FUNZIONE “GESTIONE DEL PERSONALE”

Oggetto di osservazione: ConsolidatI regionali

FFF

COSA CHIEDIAMO OGGI AL GOVERNO

Il nostro giudizio sullo schema di decreto legislativo da emanare in attuazione della legge delega n. 124 del 2015 è decisamente positivo.

In merito, si condivide quanto espresso nel parere n. 343/2016 del Consiglio di Stato – Sezione Consultiva per gli Atti Normativi a seguito dell’Adunanza del 18 febbraio u.s.

Il testo del nuovo decreto, infatti, come evidenziato dai Giudici di Palazzo Spada, “ribalta” l’impostazione normativa dell’accesso civico previsto dall’articolo 5 del decreto 33/2013 passando dalla attuale forma di “trasparenza di tipo proattivo”, realizzata  mediante la pubblicazione obbligatoria sui siti web,delle sole informazioni specificamente indicate dalla legge, a una forma di “trasparenza di tipo reattivo” che viene definita come “una sorta di rivoluzione copernicana” per l’ordinamento nazionale.

Ma lo stesso Consiglio di Stato sottolinea in un altro passaggio come “la piena, effettiva, efficace affermazione del valore della trasparenza” richieda la “necessità di coniugare trasparenza e semplicità”.

È vero: non può esserci trasparenza senza semplicità.

Ecco perché noi chiediamo che il nuovo decreto preveda di INSERIRE NELL’ARTICOLO 13 DEL DECRETO 33 che tutti i soggetti incaricati di fornire pubblici servizi siano tenuti a pubblicare nei siti internet nazionali e dei Centri di responsabilità territoriali le seguenti informazioni:

  • gli esatti organigrammi delle unità organizzative sia centrali che territoriali;
  • l’esatto numero di ore/persona che ciascuna unità organizzativa ha avuto a disposizione provenienti dai sistemi informativi di rilevazione delle presenze;
  • l’esatta attribuzione del numero di ore/persona avuto a disposizione tra le ore dichiarate come impiegate in “attività dirette” (per il conseguimento delle missioni istituzionali) e le ore dichiarate come impiegate in attività di funzionamento (per tutti gli altri processi di lavoro);
  • le principali tipologie di prodotti realizzati (output);
  • le quantità di prodotti realizzati (se realizzati) da ciascuna unità organizzativa distinti tra prodotti a “clienti esterni” (il risultato delle attività dirette) e prodotti a “clienti interni”;
  • gli obiettivi numerici annuali assegnati ai Centri di responsabilità dirigenziale territoriali;
  • i dati conosciuti (se conosciuti) sull’andamento dei principali fenomeni e degli outcomes di competenza.

Dati e informazioni – si ribadisce ancora una volta – da fornire per singolo livello territoriale.

Va quindi assolutamente rigettata – e con questo concludo – l’oscura disposizione che, incredibilmente, vorrebbe escludere, dal novero dei dati e delle informazioni oggetto del nascituro FOIA italiano proprio quelli relativi alle “risorse a disposizione”, decisione che permetterebbe alle “macchine dei segreti” della nostra pubblica amministrazione di continuare a rimanere tali.

Non possiamo che plaudere, quindi, alle puntuali osservazioni, sul punto, del Consiglio di Stato: <<non è, parimenti, condivisibile, e comunque appare in contrasto con i principi di delega, la soppressione (anche in questo caso non oggetto di precipua motivazione in relazione illustrativa) della pubblicazione dei dati relativi alle risorse a disposizione di ciascun ufficio (di cui al vigente articolo 13, comma 1, lettera b), considerato anche che attiene alla sfera degli interessi della cittadinanza il poter conoscere da vicino i budget effettivi di spesa a disposizione dei singoli uffici amministrativi>>.

 

GIUSEPPE FORTUNA