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PUBBLICATE DALL’ANAC LE OSSERVAZIONI INVIATE DALLO SPORTELLO ANTICORRUZIONE DI FICIESSE PER LA TUTELA DEI DIPENDENTI PUBBLICI CHE SEGNALANO ILLECITI E PER L’INCORAGGIAMENTO DELLA CULTURA DELLA PARTECIPAZIONE E DELLA LEGALITÀ – di Giuseppe Fortuna (12 settembre 2016)

L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha avviato nel 2015 una consultazione per ricevere da tutti i soggetti pubblici e privati, collettivi e individuali, proposte e suggerimenti per il miglioramento delle “Linee guida Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)”.

In allegato, il resoconto pubblicato nelle scorse settimane con i VENTUNO CONTRIBUTI ricevuti.

Tra questi, è presente alle pagine 16-17 il contributo dello ”Sportello Anticorruzione di Ficiesse”, diretto dall’Avvocato Giuseppe Fortuna, che riportiamo di seguito.

 

OSSERVAZIONI DELLO SPORTELLO ANTICORRUZIONE DELL’ASSOCIAZIONE FINANZIERI, CITTADINI E SOLIDARIETÀ – FICIESSE SULLE EMANANDE “LINEE GUIDA PRO-WHISTLEBLOWERS”

 

Gli obiettivi indicati nella parte prima delle Linee guida che codesta Autorità Nazionale Anticorruzione intende emanare sono:

1) incoraggiare i dipendenti pubblici a segnalare non soltanto un illecito ma anche sprechi, mal funzionamenti o cattive gestioni (vgs. pagina 5, secondo paragrafo);

2) garantire l’efficace tutela dei segnalanti;

3) dare all’Autorità anticorruzione un ruolo guida nell’individuazione dei migliori sistemi di gestione delle segnalazioni.

 

OSSERVAZIONI DELLO SPORTELLO ANTICORRUZIONE DI FICIESSE

(1) Valenza positiva e incoraggiante all’azione dei whistleblowers

Le segnalazioni di malfunzionamenti di qualunque genere dovrebbero avere sia forma che iter del tutto diversi rispetto alle segnalazioni di illeciti.

Bisogna dare loro, infatti, una valenza di tipo chiaramente positivo e incoraggiante (cominciando, ad esempio, col chiamarle “proposta di miglioramento”).

Se viceversa le si accomuna, anche solo formalmente, alle segnalazioni di illeciti, come fanno le attuali linee guida, si rischia di scoraggiare sul nascere la nuova cultura della partecipazione attiva dei dipendenti al miglioramento, mentre lo scopo dovrebbe essere quello di incentivarla in ogni forma e in ogni modo.

 

(2) Informazione e responsabilizzazione dei wistleblowers

Le Linee guida si dovrebbero riferire a illeciti penali esattamente individuati e bisognerebbe avvertire il segnalante, già nel modello e con elementare chiarezza, che se non è in grado di provare la fondatezza delle accuse potrebbe doversene assumere la piena responsabilità in sede sia penale, a titolo quanto meno di diffamazione, che civile per il risarcimento del danno.

Va evitata ogni ambiguità: la disposizione ha un’importantissima valenza di principio, ma dovrebbe essere chiarito a chiunque, anche ai più sprovveduti, che non c’è alcuna vera tutela di fronte a iniziative penali.

 

(3) Tutela dei wistleblobers fatti oggetto di discriminazioni

Le linee guida dovrebbero prevedere una specifica procedura di segnalazione contro gli atti discriminatori nei confronti di dipendenti pubblici che ritengono di essere già stati danneggiati nella carriera o nell’impiego per aver fatto segnalazioni alla loro amministrazione anche prima dell’entrata in vigore delle presenti linee guida.

 

(4) Contrasto alla “controcultura delle raccomandazioni”

L’Anac dovrebbe prendere l’iniziativa per stimolare la cultura della prevenzione e del contrasto alle raccomandazioni, cercando di incoraggiare sindacati e organizzazioni di cittadini, sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale, a fare uso dello strumento, fino ad oggi ancora del tutto inutilizzato, dell’accesso civico introdotto dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 33 del 2013.

 

GIUSEPPE FORTUNA

(Direttore dello Sportello Anticorruzione di Ficiesse)