PREMESSA ESPLICATIVA A DOMANDE E RISPOSTE SUI PERCORSI ETPL DEL PROGETTO ITALIA TRASPARENTE – (11 maggio 2017)

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Che cos’è Etpl? Etpl è una disciplina e più prassi. Una disciplina di “contabilità economica generale” di rilevazione e rappresentazione dei fatti di gestione delle pubbliche amministrazioni e più prassi, cioè più “percorsi” tra loro diversi calibrati sui settori d’intervento di volta in volta considerati e sulle particolari situazioni interne delle organizzazioni pubbliche interessate.

A che serve in concreto? Ad avviare, con immediatezza in qualunque tipo e specie di soggetto pubblico e in ogni territorio del paese, processi: 1) di “correzione spontanea” degli eventuali  malfunzionamenti interni; 2) di spending review selettiva, cioè di controllo e contenimento dei costi di funzionamento di tipo non lineare; 3) di individuazione, delle performance numeriche eccellenti, e non medie, da prendere a riferimento per definire gli obiettivi di miglioramento attesi.

E questo per …? Per valorizzare i dipendenti e farli interagire con le organizzazioni civiche, sindacali e d’impresa attive sui territori per abbattere i costi dove non c’è efficienza, migliorare la competitività e far crescere lavoro, benessere, coesione e solidarietà.

A cosa si può paragonare Etpl? Nella sua componente “E”, che sta per “efficienza”, corrisponde alle regole di contabilizzazione e di revisione elaborate dalle scienze ragionieristiche per le aziende private.

Perché l’iniziativa parte soltanto ora, nel 2017? Perché soltanto ora, e precisamente il 23 dicembre 2016, è entrata in vigore in Italia la novità dell’accesso civico generalizzato, sulla falsariga del cosidetto FOIA, il Freedom of information act statunitense.

Quali sono gli oggetti e le dimensioni fondamentali di un sistema Etpl? L’OPC: organizzazione pubblica considerata. Il territorio sul quale l’OPC ha competenza. Il tempo, che sta alla base del principio di continuità dei bilanci di periodo. L’andamento annuale degli outcome, cioè dei fenomeni socioeconomici di competenza istituzionale dell’organizzazione pubblica considerata. I prodotti (output) realizzati dall’OPC in favore dei clienti esterni e dei clienti interni. Le ore/persona impiegate nelle “attività”, cioè nei diversi tipi di processi di lavoro che portano alla produzione degli output. I portatori di interessi (stakeholder) presenti e attivi nel territorio in cui opera ciascuna OPC. Il benchmarking, rappresentato dalle analisi comparative tra organizzazioni pubbliche con natura, funzioni e produzioni omologhe situate nei diversi territori del paese.

Quali sono le osservazioni fondamentali della disciplina? Che ogni organizzazione, pubblica o privata, tende inevitabilmente a concentrarsi soltanto sugli obiettivi, formali o sottintesi, “definiti in numeri esatti” e con scadenze temporali determinate in modo preciso (in genere, l’anno). E che per migliorare bisogna dare trasparenza e prendere in considerazione i dati dei territori e non quelli cumulativi nazionali.

Ci sono tempi nei percorsi Etpl? Sì. Si chiamano “fasi” e sono quattro: preliminare, dell’avvio, dello sviluppo, del consolidamento. Le prime due necessarie, le altre due eventuali.

In che consiste la Fase preliminare? La Fase preliminare parte con un “accesso civico generalizzato” ex articolo 5-bis, comma 2, del decreto legislativo 33 del 2013 per ottenere dalle organizzazioni pubbliche considerate la pubblicazione della “Tabella degli impieghi”.

Cos’è? È una tabella contenente tre semplicissime serie di dati: 1) l’elenco delle unità organizzative interne; 2) l’esatto numero di ore/persona impiegate da ciascuna unità organizzativa nel periodo considerato; 3) il rapporto percentuale tra ore impiegate da ciascuna unità organizzativa e il totale generale avute a disposizione.

E che succede quando viene avviata la fase preliminare? Alcune OPC forniscono senza indugio i dati richiesti, in altre prende avvio una dialettica interna, a volte anche vivace, perché si tratta di tabelle basate numeri certi e completi, su rilevazioni continue e specialmente “comparabili” tra amministrazioni omologhe.

Che avviene invece nella fase dell’avvio? La Fase dell’avvio parte subito dopo con un ulteriore accesso civico generalizzato. Si chiede di aggiungere alla Tabella degli impieghi altre tre semplicissime tabelle: quella degli impieghi/attività/prodotti, quella degli obiettivi assegnati e quella dell’andamento degli outcome territoriali.

Che c’entra l’azione anticorruzione in tutto questo? Le contabilità Etpl ostacolano, prevengono e impediscono sul nascere i malfunzionamenti sostituendoli con comportamenti e approcci virtuosi attraverso la collaborazione attiva, positiva e propositiva di tutti i dipendenti. La corruzione si verifica e prospera dove c’è inefficienza. Dove le cose funzionano, si estingue naturalmente.

Perché parlate di “rivoluzione gentile”? Perché i sistemi Etpl lavorano “in positivo”, guardando sempre al futuro e non al passato. Tutti i dati e le informazioni, infatti, si riferiscono ai periodi successivi alle date di effettuazione degli accessi civici, non agli anni e ai mesi precedenti. Etpl non getta la croce addosso a nessuno, vuole indurre il miglioramento nella trasparenza, nella collaborazione e nella fiducia reciproca.

Ultima domanda. Perché il primo accesso generalizzato lo volete eseguire nei confronti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione? Pensate non sia efficiente? Lo facciamo per motivi esattamente opposti. L’Anac è un’amministrazione giovane, dinamica e certamente efficiente. E se, come riteniamo, l’Autorità fornirà i pochissimi dati, meramente numerici e non “personali”, tutti già assolutamente disponibili, della Tabella preliminare degli impieghi, nessun’altra pubblica amministrazione potrà rifiutarli alle imprese, ai sindacati e ai cittadini organizzati e il processo di cambiamento partirà con immediatezza. In tutta Italia.