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PROPOSTA DELL’ASSOCIAZIONE FICIESSE AI COMITATI DI QUARTIERE DI ROMA: COME POSSIAMO MIGLIORARE INSIEME I SERVIZI DI COMUNE E MUNICIPI IN TEMPI BREVI – 21 novembre 2019 –

È di sabato scorso la notizia del licenziamento di dieci giardinieri in servizio presso un Municipio del Comune di Roma che – si legge negli articoli – non avrebbero fatto alcuna manutenzione ai parchi e alle aree verdi loro assegnate e alcun controllo allo stato di salute degli alberi a rischio di caduta, andando a lavorare per dei privati dopo aver timbrato i cartellini di presenza.

Com’è possibile, torna ogni volta a domandarsi ciascuno di noi, che continuino a ripetersi in più parti d’Italia fatti del genere? Cosa possono e devono fare le pubbliche amministrazioni per individuare questi illeciti e specialmente per prevenirli? E, noi cittadini, cosa possiamo fare di concreto oltre ad arrabbiarci?Risponde a queste domande il progetto civico “Italia trasparente”, avviato dall’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà – Ficiesse con una serie di “accessi civici generalizzati” (il nuovo istituto introdotto a dicembre del 2016 dalla Riforma Madia) che si muovono nella prospettiva “scientifica” di gestione per obiettivi delle pubbliche amministrazioni denominata ETPL: efficienza-trasparenza-partecipazione-legalità.

Alcuni accessi civici generalizzati sono in corso da un anno e mezzo nei confronti del Comune di Roma proprio al fine di migliorare l’efficienza e la produttività dei servizi dei suoi quindici Municipi.

Da tali accessi (chi è interessato può approfondire alla pagina http://www.italiatrasparente.it/?cat=73), è emerso che dati numerici “fondamentali” come quelli delle quantità di ore/persona provenienti dalle timbrature giornaliere dei badge di presenza del personale NON SONO OGGETTO DI CONTROLLI CENTRALIZZATI, nonostante la disponibilità di software gestionali teoricamente evoluti (SAP). Infatti, alla richiesta di Italiatrasparente.it di conoscere quante esatte ore/persona risultassero aver avuto a disposizione nell’anno 2017 le singole unità organizzative interne di ciascun Municipio della Capitale – informazioni per ottenere le quali, visto che si tratta di timbrature informatizzate, dovrebbe bastare “schiacciare un bottone” – ci è stato sorprendentemente risposto che questi dati (elementari) non sono disponibili in archivio e che era necessario effettuare delle specifiche e lunghe elaborazioni per le quali ci sono stati richiesti 6.238,60 euro (chi vuole approfondire vada alla pagina http://www.italiatrasparente.it/?p=1545).

Ma come è possibile che dati così importanti per gestire nelle logiche del miglioramento continuo non siano disponibili? Come può, il Comune di Roma, effettuare controlli preventivi dell’efficienza e della produttività della sua grande es estesa macchina organizzativa (45mila persone comprese le società partecipate), oltre che della correttezza delle timbrature se non gestisce questo tipo di informazioni? Le inchieste sui furbetti del cartellino, d’altra parte, proprio queste situazioni segnalano: inefficienze e inadeguatezze sulle quali i vertici politici devono indagare con determinazione e competenza tecnica per apportare cambiamenti semplici, rapidi e che permettono di remunerare il merito “sostanziale” e non più quello meramente “formale” (con tutti che prendono il massimo).

Oggi, queste azioni di cambiamento profondissimo, oltre ad essere attuabili in fretta “dall’alto”, cioè dai vertici politico-amministrativi, grazie all’accesso civico generalizzato possono essere stimolate con efficacia anche “dal basso”, cioè, nel caso di una città di grandi dimensioni come Roma, da un COORDINAMENTO DI COMITATI DI QUARTIERE, al quale l’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà – Ficiesse (www.ficiesse.it) sarà lieta di mettere gratuitamente a disposizione le sue esperienze e la sua competenza tecnica.

GIUSEPPE FORTUNA – Direttore dello Sportello nazionale Etpl dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà Ficiesse