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PARTITO IL SECONDO FOIA SUGLI IMPIEGHI DELLA GUARDIA DI FINANZA: CHIESTO AL COMANDO GENERALE DEL CORPO IL NUMERO ESATTO DI ORE/PERSONA CON CODICI “E”, “C” ED “F” IMPIEGATE NEL 2015-2017  DAI COMANDI DI DIREZIONE E CONTROLLO RISPETTO AI COMANDI DI ESECUZIONE DEL SERVIZIO – 28 settembre 2018

Il direttore dello Sportello Etpl (efficienza, trasparenza, partecipazione e legalità) dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà Giuseppe Fortuna ha inviato oggi al Comando Generale della Guardia di Finanza, nell’ambito del “Progetto Italia trasparente”, una richiesta di accesso civico generalizzato (scaricabile DA QUI).

Si chiede di conoscere i costi e gli andamenti negli anni 2015, 2016 e 2017 degli “impieghi Siris”, cioè delle le quantità esatte di ore/persona, assorbite dai quattro livelli di direzione e controllo del Corpo (nazionale, interregionali, regionali e provinciali) e dai sottostanti livelli di esecuzione del servizio distinti per codici “E” (attività di produzione diretta), “C” (attività di indirizzo e controllo dei comandanti di reparto) ed “F” (attività strumentali e di supporto alla produzione diretta).

L’iniziativa si pone in perfetta sintonia con le finalità dell’istituto introdotto dall’articolo 5, comma 2, del decreto 33/2013, il cui scopo è espressamente quello di <<favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico>>.

Lo Sportello Etpl ritiene, infatti, che l’attuale struttura organizzativa del Corpo possa essere migliorata portando da cinque a  tre livelli di direzione e controllo e nel contempo cominciando a prevedere meccanismi di apertura delle carriere interne collegati al “merito sostanziale“, da intendersi come capacità dimostrata nel tempo di saper raggiungere obiettivi di efficienza, produttività e qualità non teorici ed apparenti ma numerici ed esatti misurati sugli effettivi miglioramenti delle dimensioni minime essenziali degli impieghi, dei prodotti finali a clienti esterni (output) e dell’andamento dei fenomeni socio-economici territoriali (outcome) di competenza del Corpo. Miglioramenti numerici da misurare, peraltro, come il Corpo ha già sperimentato con successo negli novanta, non su medie o standard ma sulle “prestazioni eccellenti” (benchmark) registrate ogni anno a livello nazionale.

Tanto premesso e considerate le finalità esposte, non dovrebbero essere opposti dinieghi dal Comando Generale della Guardia di Finanza giacché, come precisato nell’istanza notificata oggi all’URP di viale XXI Aprile, per le attività di produzione diretta (quelle con codice Siris “E”) il numero delle ore/persona è stato chiesto, oltre che in modo aggregato tra tutti i reparti di esecuzione del servizio del Corpo, anche “IN MODO INDISTINTO” e non, come nell’accesso civico del 2017, per singole missioni istituzionali.

Non sembra, quindi, in alcun modo ipotizzabile, neppure alla luce della recente (e da noi non condivisa) sentenza n. 8862/2018 della Sezione 2-ter del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio alcuno dei pregiudizi né teorici né tanto meno “CONCRETI”, tra quelli elencati dall’articolo 5-bis, comma 2, del decreto 33: – alla sicurezza pubblica e all’ordine pubblico; – alla sicurezza nazionale; – alla difesa e alle questioni militari; – alle relazioni internazionali; – alla politica e alla stabilità finanziaria ed economica dello Stato; – alla conduzione di indagini sui reati e al loro perseguimento; – al regolare svolgimento di attività ispettive.

Un’iniziativa, quella appena partita, che dimostra ancora una volta come all’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà una sola cosa interessi: migliorare tutti insieme la Guardia di Finanza per migliorare tutti insieme il nostro Paese.