GRILLO SI RIVOLGE AI VERTICI NAZIONALI DELLE FORZE DI POLIZIA E NON PIÙ AI SINGOLI AGENTI. UN PO’ MEGLIO, MA ADESSO PASSI ALLE PROPOSTE E ALLE ALLEANZE PER CAMBIARE IL PAESE – di Giuseppe Fortuna (11 dicembre 2013)

grillo

La lettera di Beppe Grillo pubblicata ieri sul suo blog e indirizzata ai vertici nazionali di Polizia e Carabinieri ci sembra segni un passo avanti rispetto alla posizione di un anno fa, quando il leader politico (non più comico) aveva rivolto a ogni singolo agente il seguente invito: “togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco”.

In quell’occasione, come ricorderanno i lettori del sito di Ficiesse, avevamo parlato (http://www.ficiesse.it/home-page/6906/) di atto inquietante e irresponsabile, perché se in qualche reparto alcuni agenti – e ce ne sono molti di simpatizzanti del Movimento 5 Stelle tra gli appartenenti alle forze di polizia – avessero tradotto in atti concreti quel suggerimento, non soltanto avrebbero commesso reato, ma dei reparti in armi si sarebbero spaccati e ci sarebbe stato rischio di morti, come avvenuto a Genova nel 2001.

Se la sente, Grillo, di prendersi questo genere di responsabilità?

Per fortuna, poliziotti, carabinieri e finanzieri impiegati in ordine pubblico oggi sono molto diversi da quelli – inesperti, disorientati e disorganizzati – del G8 di Genova e grazie al Cielo anche da quelli che hanno assaltato, stile polizia cilena anni settanta, la scuola Diaz.

Lo hanno dimostrato il Carabiniere “pecorella”, che non ha battuto ciglio davanti alle provocazioni del dimostrante no tav in Val di Susa, il basco verde aggredito un anno fa da un gruppo di manifestanti che non ha sparato nonostante avesse la pistola in pugno, i poliziotti e i finanzieri che ieri a Torino (aderendo a una disposizione impartita dal funzionario di servizio) sono riusciti a stemperare il clima di tensione togliendosi il casco.

Ma la corda non va tirata. Che avrebbe potuto succedere se ieri qualche delinquente avesse tirato una pietra in testa a un agente senza casco?

Come, infatti, è stato sottolineato sia dalla nostra Associazione sia dal Cocer della Guardia di finanza con due comunicati unisoni, c’è gente di tutti i tipi interessata a esasperare gli animi e ad alimentare il disordine. E ci sono anche rappresentanti degli uomini in divisa che, non comprendendo quanto alta sia la posta in gioco, ne hanno approfittato per parlare ancora una volta di soldi e di carriere.

La verità è che nel nostro paese ci sono energie, risorse e capacità per ripartire, purché riusciamo a cambiare facce, regole e idee-guida. Ma dobbiamo farlo, se ci stanno a cuore democrazia, civiltà, benessere e pace sociale, con la forza delle parole e della comunicazione, con una partecipazione ampia, civile, attiva, determinata e composta e con progetti semplici, efficaci, condivisi e partecipati di cambiamento. E, ciò che più conta, senza paura di introdurre regole nuove, anche dirompenti rispetto al passato.

Su quest’ultimo punto, un esempio facile facile per capire.

Non è vero che la nostra bella Costituzione tutela i “diritti acquisiti”. Non ne parla da nessuna parte. È un’invenzione della classe trasversale che si è impadronita del paese rubando risorse e speranze alle generazioni che ci seguono. Lo si metta, per legge, un TETTO VERO E BASSO (è scritto anche nel Vangelo, come ha ricordato qualche tempo fa il nostro amico Cleto Iafrate), a pensioni d’oro, a stipendi pubblici e ai cumuli di pensioni e di stipendi. Continuino i parlamentari grillini a proporle questo genere di riforme e cerchino di convincere anche Renzi e gli altri partiti.

Noi cittadini sosterremo certamente queste proposte, scenderemo in piazza a fronte alta e in abiti civili, voteremo i partiti e i movimenti che decideranno di portarle avanti. E nelle manifestazioni rispetteremo gli agenti in servizio di ordine pubblico e da quegli agenti saremo certi di essere a nostra volta rispettati e protetti.

 

GIUSEPPE FORTUNA, Segretario generale Ficiesse, g.fortuna@ficiesse.it

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