CODICI SUI CASCHI, PROSEGUE IL CONFRONTO FICIESSE/COISP. IL SINDACATO: SCARSO L’IMPEGNO DI FICIESSE SUI GRAVI PROBLEMI DEGLI AGENTI IN ORDINE PUBBLICO. GIUSEPPE FORTUNA : VERO, DOBBIAMO FARE (E GIA’ DA GENNAIO FAREMO) MOLTO DI PIU’ (30 dicembre 2013)

ficiesse2[1] Gentile Giuseppe Fortuna,
lei ha scritto sul suo sito internet di non essere d’accordo con la posizione del Coisp sul nostro comunicato di piena condivisione della dichiarazione del Ministro dell’Interno che ha escluso l’apposizione di un numero sul casco degli Agenti impiegati in ordine pubblico.

Su questo argomento il Coisp ha sempre espresso in modo chiarissimo la propria idea: NO ai numeri identificativi.

La questione era stata sollevata da diversi partiti anche durante la scorsa campagna elettorale (la scomparsa Rivoluzione Civile per esempio) ed ora da esponenti del Movimento 5 stelle, per accattivarsi le simpatie dei votanti, non certo perché costituisca una fondamentale questione per la Pubblica Sicurezza in Italia.

Spiace constatare che la sua associazione non ritenga importanti e degni di nota i reali problemi di chi si trova ad operare in servizio di ordine pubblico: la mancanza di strumenti di autotutela fisica e giuridica, equipaggiamenti inadatti, obsoleti se non pericolosi per l’incolumità del personale, totale assenza di uniformi da ordine pubblico per il personale impiegati non facente parte dei reparti inquadrati (reparto mobile, battaglioni o baschi verdi) e l’elenco potrebbe allungarsi di molto. Tutte situazioni puntualmente denunciate dal Coisp in ogni occasione, incontro pubblico, riunione sindacale, politica e finanche ai cittadini nelle piazze italiane.

Per questa nostra opera propositiva nei confronti dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza e di informazione pubblica siamo stati attaccati da ogni parte, non abbiamo visto, tranne rarissime eccezioni, alcuna delle altre associazioni, sindacali o “civiche” esprimersi in conseguenza od autonomamente sui protocolli operativi, che solo il Coisp ha chiesto per oltre sei anni. L’unica risposta è arrivata circa due mesi fa dal Capo della Polizia che ha istituito una Commissione per definire protocolli operativi per l’attività di Polizia. Un primo passo che arriva, seppure tardivo, mentre sulla strada sono morti e rimasti gravemente feriti Appartenenti alle Forze dell’Ordine impossibilitati a reagire a pena di usare la pistola. Cosa che ha fatto Mario Placanica a Genova nel 2001, in assodata ed indiscutibile legittima difesa appurata da ogni grado di giudizio in Italia ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Quindi, gentile Fortuna, importa chi esprime cosa e quando lo fa.

Lei si è rivolto al Segretario Generale del Coisp, non a soggetti indeterminati od ai Sindacati di Polizia in generale. Lei vuole “lavorare sull’energia”, noi ne spendiamo moltissima per contrastare chi ha ridotto la Sicurezza Pubblica italiana ad una arena politica in cui i poliziotti finiscono sul banco degli imputati ben prima di arrivare ad un’aula di Tribunale.

I cittadini hanno bisogno di Sicurezza, di non avere paura dentro e fuori casa, per fare questo ci vogliono risorse economiche e tutela del personale chiamato ad assicurare questo diritto. I numeri sui caschi sono l’ultimo dei problemi su cui, chiunque abbia a cuore le Forze dell’Ordine, dovrebbe porre attenzione.

Il Coisp ha sempre accettato il dialogo con chiunque abbia voglia di discutere di queste problematiche, dove vi sia onestà intellettuale e non sterile polemica.

Cordiali saluti

La Segreteria Nazionale del Coisp

TERZO MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE FICIESSE 

30 dicembre 2013

Riteniamo di così grande rilievo sia i gravissimi problemi degli operatori di polizia in ordine pubblico, sia il diritto dei cittadini di manifestare pacificamente e in sicurezza  sulla pubblica piazza che abbiamo deciso di organizzare il convegno nazionale al quale ci auguriamo vorrete partecipare.

Siamo consapevoli che come organizzazione civica dovremmo e dobbiamo fare molto di più, tant’è che, ancor prima del convegno, approfitteremo della ristrutturazione del nostro sito, che sarà realizzata tra pochi giorni, per dedicare un’ampia area ai problemi di Baschi verdi e Carabinieri.

Il “problema” è che i quattro temi  di interesse statutario di Ficiesse (diritti e affidabilità democratica delle Forze armate e di polizia, fiscalità, efficienza della pubblica amministrazione e anticorruzione) sono di rilievo così ampio e di tale stringente attualità che inevitabilmente, visti i nostri limiti umani, facciamo sempre troppo poco.

Con riferimento alla conferenza stampa di Alfano  l’appello ad abbassare i toni lo abbiamo rivolto A TUTTI i sindacati (http://www.ficiesse.it/home-page/8040/questione-codici-sui-caschi-degli-agenti-in-op_-parole-incaute-di-alfano-che-ripete-l’errore-del-2001-di-scajola-_e-i-sindacati-di-ps-abbassino-i-toni-su-temi-di-tale-rilevanza-per-il-futuro-democratico-del-paese_), mentre a novembre del 2012 abbiamo criticato Grillo con notevole durezza per il suo invito, secondo noi irresponsabile, agli agenti di Polizia a togliersi il casco e a “camminare al fianco di chi protesta”.

A Maccari abbiamo scritto perché il comunicato con le espressioni “al peperoncino” che ho segnalato negli altri miei due interventi è a sua firma.

Cordialmente

Giuseppe Fortuna

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